EVITA CHE LA TUA IMPRESA CADA NEL TUNNEL DELLA “FINANZA KILLER” SMASCHERANDO DA SUBITO I CONSULENTI PUSHER

 

Questa settimana è stata decisiva per scrivere il mio nuovo articolo perché per ben 2 volte sono stato trattato come un consulente generalista al quale proporre un contratto per reperire quella che definisco Finanza Killer.

Sono consapevole che, come per molti avvocati o commercialisti, oggi anche il lavoro del consulente aziendale sia certamente molto inflazionato.

In giro, me lo confermano gli stessi imprenditori che incontro, ci sono davvero tanti consulenti più o meno qualificati.

La concorrenza è sfrenata.

Molti di questi – che tu sia imprenditore, consulente medesimo, commercialista o avvocato – ti avranno certamente contattato via telefono, tramite email o (per i più moderni) usando i social.  

Si mostrano da subito affabili, disponibili e per dirla tutta sono alla fine semplicemente alla ricerca delle giuste relazioni.

Sembrano infatti a prima vista molto carichi e disposti a tutto pur di poter incontrare un potenziale e nuovo cliente.

Il loro SCOPO è solo quello.

Contattarti per condividere quello che è un tuo cliente.

E non ci sarebbe nulla di male.

Anzi – se la tua e la sua attività sono complementari – si potrebbe fare davvero del bene.

Ma ATTENZIONE…

Stai certo che nel momento in cui LORO incontrano i tuoi (o nuovi e potenziali) clienti non se li fanno di certo scappare facilmente.

Lavorano per questo e sono molto più bravi del sottoscritto.

Inizialmente fanno scudo sulla nuova preda per tenere alla larga la concorrenza e dopo una serie di inanellabili promesse da marinaio raccolgono – molto spesso e al PRIMO incontro – il contratto di consulenza.

Fino a questo livello sono dei veri fenomeni.

Giuro che su questo aspetto provo davvero molta invidia nei loro confronti.

Finanza Killer

 

Ma come fanno ad essere così bravi?

Quali tecniche usano?

Io ci ho messo un po’ a capirlo…

Li ho studiati negli anni da lontano e – dopo numerose prove – ne ho ora scoperto i trucchi. 

Truffare è molto più semplice.

Non c’è partita amico.

Cosa Intendo?!

Mentre un consulente SERIO ti mette davanti alla realtà dei fatti (che per te può sembrare scomoda) UNO che deve sbarcare il lunario – e non vuole certo perdersi l’occasione di scucire a qualcuno dei  soldi – è disposto a TUTTO.

Perfino a raccontarti una marea di infinite bugie da far arrossire Pinocchio proponendo poi spesso – come suo cavallo di battaglia – la Finanza Killer. 

E le bugie unite alla Finanza Killer fanno seri danni.

Normalmente dopo i primi convenevoli post-firma del contratto i nodi arrivano SUBITO al pettine.

  • Scarsa qualità del servizio
  • Tempi d’esecuzione dei lavori richiesti INFINITI
  • Mancanza di risposte

Il colpo di coda -per situazioni come questa- prevede il medesimo finale.

  1. Telefoni spenti
  2. Promesse rimandate
  3. Incazzature
  4. Scuse su scuse
  5. Costi aziendali sostenuti sulla base di progetti irrealizzati
  6. Minaccie

Finché normalmente l’imprenditore esausto si arrende e torna al suo lavoro cercando di dimenticare quanto prima soldi e tempo perso in questo incontro.

Tornare su questi imprenditori ho sempre pensato fosse DIFFICILE ma – proprio per questo – NON HO MAI smesso di credere che solo lavorando seriamente si potesse FARSI UN NOME proponendosi come “ il ragazzo o consulente di cui fidarsi e che mantiene quello che dice ”.

La storia di consulenti spariti nella steppa con i soldi dei clienti l’ho sentita troppe volte e ho sempre pensato che prima o poi questa emorragia fosse destinata ad estinguersi.

Ma mi sbagliavo…

E ora – se vuoi continuare nella lettura – ti racconto il perché.

Come ti dicevo la scorsa settimana ho incontrato 2 clienti che hanno problemi finanziari.

Nel senso che non li hanno solo loro ma, raccontarti quanto accadutomi, ti basta per capire dove sia davvero il nocciolo della questione.


Il PRIMO erano diversi anni che non andavo a trovarlo.

Lo ricordavo ancora dai tempi in cui lo seguivo come account Eurofidi.

Un’azienda sana, con dipendenti e fatturato da far invidia.

Il modello d’imprenditore che mi vantavo in giro tanto conoscere.

All’interno di questa azienda le spese venivano sostenute senza troppi fronzoli e anche se le banche erodevano gran parte dei margini questo non era mai stato visto come un problema.

Vede Tescari con le banche ci dobbiamo lavorare

mi veniva detto ed il conto economico (alla voce oneri finanziari) lo faceva ben intendere.

Dopo oltre 4 anni mi presento per una visita di cortesia con la mia nuova veste Bilancio Utile.

Da fuori l’azienda è la medesima anche se stranamente trovo parcheggio.

“Sarà l’orario” mi dico?!

Devi infatti sapere che in passato quando andavo in visita presso questa azienda era sempre molto difficile trovare parcheggio tanto che spesso – dopo aver fatto circa 10 minuti di ronda – chiamavo al telefono la Sig.ra Francesca del centralino e mi facevo sempre autorizzare il parcheggio riservato al titolare.

Questa volta – senza telefonata – parcheggio e salgo come al solito al primo piano.

La simpaticissima Sig.ra Francesca non c’e’ più (come del resto la musichetta di sottofondo che un tempo si udiva entrando) e un sesto senso mi tiene dal chiederne il motivo.

Solita sala riunioni, attesa e finalmente incontro il Sig. Stefano.

Bastano 2 minuti di orologio per, finiti i sorrisi di circostanza,capire che quello che ho di fronte non è più l’imprenditore che un tempo mi vantavo di conoscere ma una persona oggi completamente svuotata.

Mi racconta – nella stessa sale dove fino a qualche anno fa concludevamo operazioni per milioni di Euro – di essere stanco e molto stufo.

In sintesi mi racconta che:

  1. Che con le banche ormai ha perso la speranza – i fidi sono di anno in anno in riduzione e revoca
  2. Che ha dovuto diminuire come conseguenza i costi – licenziando circa 12 persone nell’ultimo anno.
  3. Che le persone vicine a lui se ne sono via via andate – non ultime la brava segretaria che teneva le fila del rapporto con le banche e la centralinista Francesca .

Ho trovato a distanza di 4 anni un uomo affranto e completamente privo di energie.


Il secondo incontro è invece più forte come evento se lo raccontiamo.

Questo è un cliente che ha rischiato davvero grosso.

Vicino al fallimento ha bruciato centinaia di migliaia di Euro negli ultimi anni semplicemente perché ha commesso una serie di errori irripetibili.

Anche lui lo incontro dopo diversi anni.

L’ultima volta che lo avevo lasciato fatturava circa 70 MILIONI di Euro (e sono convinto che un buon 5% riuscisse a portarseli a casa ogni anno).

Oggi scopro che è nei casini fino al collo.

Le banche gli hanno revocato i fidi dall’oggi al domani.

Lui inizialmente non avendo un piano B si è fidato cercando di tamponare il tutto spendendo tutta la liquidità che aveva in azienda per scoprire – dopo 2 mesi dal primo evento – che una banca lo aveva segnalato a sofferenza in Centrale rischi.

Gli altri Istituti appena visualizzata questa segnalazione non hanno voluto sentire storie e hanno dato il via a quello che io chiamo in termine tecnico “l’inizio della fine.”

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E aiutare OGGI il mio amico imprenditore che mi chiama dopo oltre un anno dal primo segnale è davvero impossibile.

 

Ma che cosa hanno in comune questi 2 imprenditori?

Entrambi, in un momento di difficoltà comune come l’attuale Credit Crunch, si sono affidati ad una serie di “PROFESSIONISTI” da far invidia a Wanna Marchi e il Mago Do Nascimento.

  • Chi ha proposto l’anatocismo – senza sapere che come prassi può andar bene solo se sei fallito
  • Chi si è fatto pagare il 7% per trovare della nuova liquidità (o Finanza Killer) – che significa guadagnare su 500.000 Euro circa 35.000 Euro perché abbiamo presentato (NON SCHERZO SUCCEDE davvero!!!) una nuova banca al nostro imprenditore.
  • Chi ha proposto operazioni di FANTAFINANZA su piattaforme inesistenti-  portandosi a casa altri 20/30.000 Euro di consulenza per uno studio di fattibilità inutile.

Nessuno ha spiegato a questi 2 imprenditori che siamo tornati all’anno zero.

La finanza OGGI, come è giusto che sia, si fa con gli attivi e non con i passivi.

Cosa intendo?

Te lo spiego in 4 regole fondamentali

REGOLA UNO

Che gli impegni per il servizio del debito devono corrispondere al massimo al Flusso di Cassa operativo al netto delle imposte producibili dall’impresa.

Devo in parole povere essere in grado da solo di ripagare i miei debiti.

In caso contrario creo i presupposti per far attingere l’impresa da altri finanziatori “impropri” quali fisco,fornitori, istituti previdenziali.

 

 

REGOLA DUE

Che quindi l’importo del mio debito di lungo periodo massimo deve corrisponde al massimo all’ammortare degli investimenti di lungo periodo in essere (C.I.N).

Se così non fosse (lo vedi nel grafico) di fatto sto finanziando perdite!

Finanza Killer

 

 

REGOLA TRE

Che la durata del passivo deve essere inferiore alla durata degli attivi.

Si pensi ad un’impresa che possegga un solo macchinario e che presenti problemi di sostenibilità del leasing a 5 anni sul macchinario. Fatti i conti il consiglio da dare a prima vista è quello che potrebbe sostenere il leasing allungandolo di 3 anni.

Il macchinario all’anno 7 non esiste più ma il relativo debito sì.

Durata economica del bene

PS: Secondo la tua esperienza qualcuno in questi casi si chiede MAI come si possono produrre i redditi per chiudere l’operazione?

 

 

REGOLA QUATTRO

La qualità” degli attivi è fondamentale nella scelta della tipologia dei passivi.

Mi spiego meglio…

Se tu potessi registrare un guadagno da un investimento che hai individuato lo lasceresti a qualcun’altro?

Domanda stupida, vero?

E chi vorrebbe invece diventare proprietari di un macchinario dopo che per 7 anni ha lavorato al massimo regime per 16 ore al giorno?

Anche questa sembra una domanda stupida ma nella realtà succede SEMPRE il contrario

Il principio è che se l’attivo che finanzio si svaluta nel tempo non dovrebbe esserci interesse a diventarne proprietario.

Al contrario se il bene tende a rivalutarsi è importante che resti nel controllo della mia sfera giuridica.

 

E invece cosa succede oggi?

Si riscatta il leasing sul capannone che nessuno mai sarà disposto a comprare.

 

Nessuno dei consulenti che hanno seguito queste aziende si è MAI chiesto una sola delle obiezioni mostrate finora.

Hanno MUNTO (termine figurativo molto adatto) finché potevano senza rispettare le regole del debito.

E come tutte le regole non rispettate arriva prima o poi il conto.

Il denaro raccolto in un momento di crisi di liquidità tramite altro debito (che è stato lautamente pagato visto che questi consulenti si prendono percentuali da capogiro) ha un difetto:

Copre tutti i problemi (le famose tensioni di liquidità).

Ma se il problema alla base delle tensioni di liquidità non è stato affrontato stai certo che si ripresenterà e normalmente con dimensioni non rimediabili.

Apro si oggi un finanziamento ⇒ Rinvio il problema

Ma se non mi finanzio con gli ATTIVI 

Apro si oggi un finanziamento ⇒ Rinvio il problema ⇒ I nodi tornano la pettine e in forma irrimediabile. 

Mi sto in termine tecnico suicidando con il debito e la finanza Killer!!!

Ma dei miei 2 incontri sapete cosa è successo?

Nulla.

Semplicemente perché, sembra strano, ma i 2 imprenditori mi hanno offerto un contratto a provvigioni per trovare delle nuove banche.

Non hanno capito quello che cercavo a loro di spiegare.

Colpa mia dirai?

No caro mio…la colpa ha nome e cognome e si chiama Dissonanza cognitiva.

Nel momento in cui cercavo di proporre le mie soluzioni nasceva nei miei potenziali clienti quella che è definita la tendenza a rifiutare un fatto o un’informazione che risulta in conflitto con le loro idee preconcette.

Non mi ascoltavano.

E hanno pensato io fossi uno degli altri consulenti trovati sulla loro strada magari e solo con una parlantina un po’ più dinamica o con più amici in banca grazie al mio precedente lavoro.

Ecco le altre cose che hanno in comune questi 2 imprenditori che nella settimana dal 16 al 20 di gennaio 2017 ho incontrato sulla mia strada.

  • Non ascoltano
  • Preferiscono circondarsi di persone che sostengano il loro convincimento anche se sbagliato
  • Presto chiuderanno

E sapete perché?

Perché senza saperlo hanno smesso di CREDERCI e quando chiuderanno si sono comunque nel frattempo costruiti l’alibi per stare e sentirsi meglio.

Già li sento…

 

Ho fatto di tutto e mi ero persino affidato ad un PULL di specialisti ma le banche, le tasse ad un certo punto mi hanno rovinato

E no vecchio mio…non è proprio così.

Ricordati tra le cose che un pomeriggio di gennaio hai avuto davanti ad uno scoglio la possibilità di virare ma hai preferito ascoltare quelle che erano le TUE e più comode verità.

Ecco cosa hanno in comune questi – e troppi – imprenditori oggi.

Ecco perché la piaga del consulente tuttofare e della suo modo di fare Finanza KILLER non si estinguerà MAI.

PS: se l’articolo ti è piaciuto mi raccomando condividilo o lascia un commento.

Se vuoi invece approfondire questi spunti puoi scrivermi via email sul mio blog senza MI RACCOMANDO dimenticarti d’iscriverti al mio canale You tube Bilancio Utile:

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Buon futuro.

 

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Rating di legalità: la strada migliore che puoi percorrere con o senza banca

Perché il rating di legalità è un’arma inutilizzata da banche ed imprese?!

La prima volta che ho sentito parlare del RATING di legalità ero in ufficio e leggendo un articolo il binomio RATING/LEGALITÀ mi ha incuriosito.

Di fatto – secondo quello che stavo leggendo – le aziende che avrebbero optato per la strada del RATING di LEGALITÀ potevano beneficiare di un miglioramento del proprio rating di ben 2 livelli.

La ricetta sembrava perfetta anche perché 2 livelli di rating significano tanti soldi in oneri finanziari e tanti mal di stomaco in meno per un’azienda che lavora con le banche.

Letta la notizia iniziai ad informarmi scoprendo che le aziende a suo tempo certificate erano solo 50.

Un numero irrisorio certo ma i vantaggi che ne vedevo erano davvero tanti.

 

L’azienda certificata secondo il RATING di LEGALITÀ è un’azienda trasparente e la banca l’avrebbe per questo premiata.

 

A quel tempo nella mia testa balenava già il progetto Bilancio Utile e sulla base di queste informazioni mi ero creato uno slogan che suonava molto bene.

BILANCIO UTILE – Miglioriamo il tuo rating di 2 livelli in 6 mesi senza trucchi e anche se il Direttore di banca è antipatico.

Quando presentavo il progetto a banche e aziende molte mi guardavano stranite dicendo che l’impresa era molto ardua.

In 6 mesi migliorare di 2 livelli il proprio RATING non è sempre possibile ne ero cosciente.

 

Visto che nessuno parlava di Rating di legalità questa scoperta poteva essere per me un po’ come la ricetta della Coca Cola.


Bene, ora ti spiego come mi sarei mosso?

  • Prendevo l’incarico dal cliente;
  • Investimento iniziale per introdurre il METODO BILANCIO UTILE in azienda;
  • Dove trovavo difficoltà mi giocavo l’asso nella manica del RATING DI LEGALITÀ;

Tra lo stupore e la soddisfazione di banca e cliente per questo che sembrava a tutti gli effetti un vero colpo da biliardo.

Dove riuscivo a migliorare il rating in 2 mesi con la procedura classica invece lo avrei comunque utilizzato come ulteriore ciliegina sulla torta

Con lo sguardo fisso nel vuoto e l’articolo sulla mia scrivania già mi immaginavo discutere in banca del MIO cliente RATING 1 – certificato rating di legalità.

1) Tassi prossimi allo 0,001

2) Banche che mi pregavano di poterlo incontrare

3) Televisioni e radio che s’interessavano al metodo Bilancio Utile

 

Io e il mio cliente corteggiati dal mondo del credito che ci rincorreva per darci soldi, un vero spasso…

Perché è vero che la banca guadagna meno sui RATING MIGLIORI ma oggi i rating brutti (cattivi) e che pagano tanti oneri finanziari non li vuole più nessuno.


L’Europa, la Banca d’Italia e gli stessi Istituti di credito hanno dichiarato guerra a queste aziende gestite all’acqua di rose con RATING ballerini e rischio di insolvenza troppo elevato.

Sono come li definisco io “DEAD BUSINESS WALKING”.

Morti che camminano che improvvisano ricette finanziarie o sono seguiti da consulenti dello stesso valore che girano oggi (e ancora per poco) sconsolati da una banca all’altra a chiedere soldi che mai otterranno.

Tornando a noi e al rating di legalità ero come ti dicevo molto motivato nel proporlo.

In pochi giorni e senza difficoltà trovo il primo cliente che soddisfatto mi da l’ok per ottenere il RATING di Legalità.

Avviato il tutto l’imprenditore chiama il suo gestore banca parlando dei benefici e della propria volontà di procedere verso questa certificazione di legalità.

Ora – se minimamente avete avuto a che fare con le banche come consulenti o aziende – indovinate cosa è successo?

È bastato aspettare il nulla per capire che quella novità – anche se a vantaggio del cliente – rappresentava per la banca una gran rottura di scatole.

Alla banca non interessa nulla se il tuo RATING migliora e tu risparmi 10/100/1 milione di Euro in interessi usando STRUMENTI NON NOTI.

La BANCA in maniera silente per sua deformazione pratica lavorerà sempre per riportarti sul binario dell’ordinario.

A loro hanno insegnato che il rating si migliora:

  • buttando dentro soldi come soci
  • evitando perderli dai clienti che non pagano.

TU che ti proponi “come il creativo o sognatore di turno” con altre ricette sei un fastidio.

Ovvio che ci sono delle eccezioni ma di norma in banca per queste novità non si è preparati.

Perché?!

Il direttore o gestore che vuole caricare un prodotto di finanziamento alternativo:

  • non trova i codici,
  • non conosce la procedura,
  • non conosce i tempi suoi e di altri attori che intervengono

e – anche sapendo di sbagliare – cerca di riportare il cliente sul binario semplice e comodo dell’ORDINARIO.

Quante volte ho sentito dire :

Si vero, c’e’ lo strumento ma procediamo per la strada ordinaria così SIAMO SICURI.

Siamo sicuri di cosa?!

Siamo sicuri di far pagare oneri finanziari non dovuti e di non alzare polveroni che per la banca stessa rappresentano un enorme dispendio di risorse ed energie.

Pensa invece che mondo sarebbe se fosse proprio la banca a proporli!?

La banca dovrebbe essere la prima a proporre la FINANZA AGEVOLATA e strumenti di miglioramento dello stato di salute finanziario delle aziende sue clienti.

E invece organizza riunioni, firma accordi, spende soldi in pubblicità per iniziative sulla carta lodevoli delle quali poi magicamente se ne perdono le tracce.

 

Ti sei mai chiesto perché non si rendono noti i risultati delle iniziative banca che sono fuori dall’ordinario?

 

– Semplicemente non ci sono.

– Non ci sono alla fine risultati degni di nota.

– E se ci sono non rappresentano un campione significativo per una forza di fuoco quale potrebbe essere la banca.

 

Spesso mi chiedo….

Ma se la banca fosse mia, un istituzione privata…

Non sarei felice di avere tra i miei clienti: 

  • aziende trasparenti
  • che certificano non avere contatti con MAFIA
  • che non muovo nero per evadere il fisco

ai quali REGOLARMENTE presto denaro?!

Certo che si…

Il rating di legalità in qualche modo certifica questo.

  1. Un azienda che elude il fisco o muove fatture poco chiare – anche se ha un ottimo rating – rischia domani per un’ispezione delle fiamme gialle di chiudere.
  2. Se un’impresa edile è coinvolta in un appalto e i lavori vengono bloccati il rischio, con i tempi della burocrazia italiana, di saltare gambe all’aria è altissimo (a meno che non sia certificata rating di legalità).

E tu banca – che l’affidavi sul calcolo promosso dal tuo Software che legge i numeri di bilancio – sei dentro mani e piedi e il tuo credito diventa ahimè deteriorato (o NPL).

 

Peccato che a suo tempo – nel mio caso – la banca disse che la presenza o meno del RATING di LEGALITà non mitigava il rischio banca e non c’erano condizioni PER QUESTO AGEVOLATE.

Peccato io sia testardo e questa cosa me la sia legata al dito.

Oggi a luglio 2017 scopro che il rating di legalità è tornato agli albori della cronaca…

 

Grazie all’intesa tra InfoCamere e Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (A.G.C.M.), a partire dall’autunno prossimo le visure estratte dal Registro delle Imprese delle Camere di Commercio conterranno l’indicazione del rating di legalità rilasciato alle aziende che ne hanno fatto richiesta e che hanno superato il vaglio dell’Autorità stessa.

Obiettivo dell’applicazione del Rating di Legalità è quello di “promuovere l’introduzione di principi etici nei comportamenti aziendali” tramite l’assegnazione di un giudizio sul rispetto della legalità da parte delle imprese che ne facciano richiesta e, più in generale, sul grado di attenzione etica riposto nella gestione del proprio business.

IL RATING DI LEGALITà non è finito come tanti avrebbero voluto nel dimenticatoio ma anzi è talmente importante che adesso lo troverai anche nella tua visura camerale.

 

Le norme, i regolamenti ma sopratutto l’investimento della tua azienda verso una maggiore trasparenza con la tua banca è un treno in corsa che non può essere fermato.

La banca ti dice che il RATING di LEGALITà non viene letto?

Tu fregate e vai avanti. Informati e studia se fa al caso tuo e se i benefici sono per te.

Arriverà un tempo molto breve in cui le banche riceveranno indicazioni dalle loro direzioni di prendere solo le aziende certificate rating di legalità e tu sarai tra quelle. 

I dati bankitalia confermano che su 160 richieste di credito di aziende certificate rating di lagalità solo 7 sono state respinte.

Certo non basta solo questo.

Stiamo parlando di aziende che hanno a suo tempo avviato un processo globale di miglioramento del proprio rating.

Proprio come faccio io in maniera semplice e veloce con il METODO BILANCIO UTILE.

Interessato dunque a scoprire se puoi accedere al rating di legalità?

Trovi qui una semplice scheda riassuntiva che a suo tempo avevo preparato e che ti spiega meglio di cosa si tratta.

Scarica la scheda di approfondimento => Rating Legalita’

 

– Sei ancora convinto che la parola del Direttore apatico valga più della mia e di un decreto che anno dopo anno viene rinforzato?

– Sei ancora convinto che non sia la TRASPARENZA la strada per tornare ad essere corteggiato dalle banche?

 

Allora mi spiace NON puoi essere mio cliente.

Grazie comunque per aver letto fin qui l’articolo e se un domani:

  • dovessi cambiare idea;
  • t’interessasse investire in un processo di miglioramento di quello che è il tuo rating;
  • capisci – dopo aver più volte picchiato la testa – che è ora di seguire un protocollo per imparare ad usare la finanza correttamente e far crescere la tua impresa;

Allora clicca sull’immagine qui sotto, prenota la tua consulenza individuale e scopri il METODO BILANCIO UTILE.

Io fretta non ne ho ma sapere di avertene messa un pó con questo articolo sarebbe per me un grande risultato.

A presto.

PS: condividi l’articolo, qualcuno delle persone a te vicine potrebbe esserne interessato.

 

 

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Non chiamatemi consulente finanziario!!!Grazie…

Ho deciso di mettere sul mio Blog la risposta che a volte mi tocca dare quando – dopo un incontro in azienda – il titolare chiude con la frase che più odio in assoluto:

Ma si di persone che fanno il tuo lavoro ne ho, in passato, viste tante e alla fine siete tutti uguali… 

 

In questi casi respiro profondo e parto con la mia replica.

Si…HA RAGIONE Dottore.

Ha ragione nel pensare che il mio lavoro sia svolto da tanti altri e che i RISULTATI di questa attività siano scarsi, difficili da ottenere e misurare.

Non ci sono scuse…la sua è la nuda e cruda verità.

HA DAVVERO RAGIONE, non scherzo…

Questo modo di lavorare – come lei lo conosce – non risolve i problemi finanziari delle PMI – che si ripetono ormai con scadenze sempre più ravvicinate:

  • Interlocutori banca che non ti ascoltano;
  • Condizioni ed interessi che si alzano ogni anno;
  • Centrale rischi che peggiora nonostante sia mensilmente monitorata;  
  • Rating che cambia di volta in volta senza poterlo gestire;
  • Impossibilità nel frenare questo stato di cose.

In fondo – SE NON CI FOSSIMO CONOSCIUTI ANNI PRIMA – probabilmente non mi avrebbe neanche incontrato, sapendo già a priori cosa sarei venuto a dirle.

NB: questo lo dico alle Piccole e Medie Imprese che visito e che mi conoscono perché ero District Manager Lombardia Eurofidi SCPA

 

E a ripensarci avrebbe fatto bene a non incontrarmi.

Non avremmo perso tempo inutilmente

 

In giro è pieno di persone che dicono di essere i migliori, i leader, i più veloci ma poi, in cuor loro, sanno benissimo che stanno facendo i consulenti finanziari per ripiego. 

 

Persone, per lo più impreparate, che non vedono l’ora di farle firmare il contratto e che, per colmare la loro impreparazione, parlano male degli altri (visto che di loro non hanno nulla da dire). 

 

Ma lei stia attento, perchè il suo è un caso difficile che può cadere FACILMENTE nella loro rete.

È convinto che:

  1. la sua situazione finanziaria non sia risolvibile;
  2. per CERTI SETTORI la dipendenza dalle banche sia dovuta;
  3. ogni anno una fetta importante dei suoi margini debba per forza – come una vera e propria tangente – essere versata alle banche.

e nel dubbio sceglierà al bisogno chi le da ragione ed è bravo a farle molte lusinghe.

Io non sono così.

Non le dirò mai che è bravo, non le dirò mai che le risolvo i suoi problemi in 3 giorni semplicemente perché – se parliamo di avere come impresa il miglior credito disponibile – una soluzione IMMEDIATA non esiste.

Una bacchetta magica che spazzi via tutti i fastidi che l’accesso al credito oggi provoca alle PMI non la possiede NESSUN consulente finanziario.

Chi le dice questo la sta ingannando; è interessato solo ai suoi soldi.

Mente (sapendo di saper mentire).

La soluzione VERA è quella togliersi, con metodo e con le proprie forze, la veste di brutto anatroccolo che le banche hanno fatto indossare alle nostre PMI in questi anni.

NON E’ INFATTI UNA SOLUZIONE ===> Il consulente finanziario che le chiede il 3% per PRESENTARLE una nuova banca. 

Ecco i passaggi se deciderà di intraprendere questa soluzione errata e stravecchia: 

  1. Le viene presentata la nuova banca semplicemente perché il gestore è amico del consulente a cui ha affidato l’incarico. 
  2. La banca le apre i conti e le offre (a seconda delle dimensioni della sua impresa) 50/200/300.000 Euro
  3. Dopo 6 mesi (sono questi i tempi di delibera) viene avvisato che il deliberante (figura mitologica) ha cambiato idea.
  4. Il conto è comunque aperto, invece che 200 le offre 50.000 Euro.
  5. L’operazione si fa, lei paga il consulente.
  6. Scopre in seguito che, se ci andava da solo, forse ne poteva prendere 100.

Viene infatti a sapere dal gestore “amico del consulente” che, al deliberante, il fatto che ci fosse di mezzo un consulente non è piaciuto. 

FINE DELLA STORIA.

Presentarti una banca a freddo non è un lavoro che merita di essere pagato.

 

Punto.

La VERA SOLUZIONE non è immediata (scappi da chi le dice “le faccio avere i soldi prima degli altri”) ma è VERA ed è UNA SOLUZIONE.

E per attuarla mi deve permettere di essere il suo Personale Consulente finanziario.

Certo hai capito bene!!!

Solo lavorando all’interno della tua struttura e – mettendo nero su bianco caratteristiche positive e negative (aggiornante) – posso trovare soluzioni che fino ad ora nessuno ti ha proposto perché semplicemente – in una strategia mordi e fuggi – non risultano contemplate.

 

Per questo trovi nel mio contratto 10 VISITE ed un canovaccio da seguire chiamato METODO BILANCIO UTILE!!!

 

Ultimamente nei confronti di alcuni miei clienti ho ottenuto dei risultati SORPRENDENTI.

Ma per farlo è stata fondamentale una conoscenza finanziaria, di mercato e di business molto intima del cliente.

 

Oltre a questo non mi paragoni più ad consulente finanziario.

 

Mi chiami piuttosto ” Il consulente che sa leggere un bilancio, usa un pò di marketing come strategia di crescita dei suoi clienti, e porta valore grazie al rapporto di fiducia e continuità che si è creato“. 

Ho una laurea in economia, sono iscritto OAM (tanti consulenti non lo sono e i soldi che prendono per negoziare con le banche rappresentano un reato) e lavoro nel credito per le aziende da oltre 13 anni.

PPS: Su LinkedIn trovi il mio CV aggiornato con la formazione che mensilmente svolgo.

 

Ora ti spiego perché non amo essere chiamato consulente finanzario….

Leggere i numeri, analizzare la tua centrale rischi è ormai una commodity.

 

Nel senso che TUTTI possono farlo.

 

Nel 2017 se metto i tuoi dati in un software mi esce TUTTO quello che mi serve per farti credere di essere IO un esperto di Finanza.

 

HAI CAPITO BENE!!!

La gente, o il consulente finanziario di turno, si fa pagare (ed anche a caro prezzo) per mettere i tuoi dati in un software, stamparli e portarteli in azienda.

Ecco il motivo per cui ultimamente molti si sono lanciati in questo nuovo lavoro e tutti – alla fine – ti danno le stesse soluzioni.

  1. Devi fare un aumento di capitale sociale,
  2. Devi incrementare il ROI, ROS, ROE,
  3. La tua leva finanziaria è alta,
  4. Usiamo le garanzie di un Confidi,
  5. Troviamo un’altra banca, ecc, ecc.

Ma perché amo essere riconosciuto come un riferimento aziendale (che usa anche il marketing) e porta valore grazie al rapporto di fiducia e continuità che si è creato con il cliente?!

 

Perché ho scoperto negli anni che avere delle nozioni che “vanno oltre” è la vera RICETTA.

 

Negli ultimi 3 anni ho investito pesantemente in questa forma di personale crescita ed innovazione.

Che faccio e cosa ti posso dare?

  • Continui aggiornamenti sulle soluzioni nuove e per te applicabili che il mercato del credito offre –> STRUMENTO GIUSTO
  • Non farti spendere soldi in campagne ed attività inutili –> RIDURRE GLI SPRECHI
  • Trovarti clienti nuovi e mandare a spasso i vecchi che pagavano male –> AUMENTARE I RICAVI
  • Comunicare al mercato il tuo vero e massimo valore –> DARE VISIBILITÀ E VALORE ALLA TUA IMPRESA

ATTENZIONE: Non sono un esperto di marketing e forse non lo sarò mai.

Voglio solo dirti che all’interno del mio METODO BILANCIO UTILE cercherò d’indicarti la strada corretta per trovare, se vorrai, nuovi clienti oltre che rendere il valore della tua azienda più appetibile sul mercato.

Questo fa bene al tuo bilancio, e al tuo rapporto con le banche, più di ogni analisi.

 

Giocarsi la carta Bilancio Utile significa qualcosa di diverso dalla scelta di un consulente finanziario che corre a destra e sinistra per rattoppare i vuoti lasciati nel tuo rapporto con banche e creditori.

Non mi credi ancora?!

Non credi possa succedere qualcosa di diverso?! 

 

Sono talmente SICURO delle potenzialità di miglioramento della tua azienda che se deciderai di lavorare secondo il mio metodo Bilancio UTILE , (e i risultati non dovessero arrivare), a GARANZIA ti restituirò INTEGRALMENTE il prezzo del mio mandato.

 

Certo, non hai forse di questo bisogno, ma vedilo semplicemente come il mio ultimo tentativo per farti capire che il consulente che ora scrive, NON è come gli altri.

 

Non sei convinto?

 

Visita

 

Fatto?!Ti sembra NORMALE?!

Sei convinto che di persone che fanno il mio lavoro ne hai, in passato, viste tante e alla fine siamo tutti uguali?!

 

 

Visita il mio Canale YouTube Bilancio Utile

 

 

Ora, visto che non sono ancora dotato del dono dell’ubiquità – ed il numero di clienti che sto seguendo mi impegna già notevolmente – se pensi che possa aiutarti, e vuoi scoprire il metodo BILANCIO UTILE, ti consiglio di lasciare i tuoi riferimenti a questo indirizzo >>>> LASCIA I TUOI RIFERIMENTI 

Sarai richiamato – entro le 24 ore successive – per chiarire qualsiasi tuo dubbio in merito, magari incontrarci, e poterti confermare a 4 occhi quanto dico.

Lascia i tuoi riferimenti prima che altri lo facciano e io non sia più disponibile >>>>> Contattami

Ti aspetto.

Tescari Alessandro 

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Sconfiggi le preoccupazioni in azienda del mese di DICEMBRE (e passa il tuo sereno Natale in famiglia)

A dicembre DECINE DI IMPRENDITORI HANNO RIPRESO A GODERSI IL NATALE…ANCHE SE PENSAVANO FOSSE IMPOSSIBILE.

Il mese di dicembre da quando siamo bambini evoca il Natale, la neve, le luci, l’aria magica di festa che circonda noi e i nostri famigliari.

 

Tavole imbandite, regali da scartare e tanta tanta serenità.

 

DICEMBRE SERENO IN AZIENDA

 

Se hai un impresa a volte il mese di dicembre non offre motivo per essere così sereno e felice.

 

Le preoccupazioni di questo mese sono tante e potrebbero trasformare la tua voglia di festeggiare alla stregua di un tifoso che ha appena perso la finale di Champion League ai rigori e si sta allontanando dalla stadio con bandiera arrotolata e tifosi avversari alle spalle che esultano ubriachi dalla contentezza.

 

Proprio la scorsa settimana sono stato chiamato da un nuovo cliente che in maniera URGENTE e molto preoccupata mi chiedeva se possibile incontrarci.

 

Un’occhiata alla agenda elettronica – che a Dicembre fortunatamente risulta sempre colma d’appuntamenti – e riesco a trovare un buco di martedì verso le 17.

 

Arrivato il giorno mi reco da loro, mi siedo in sala riunioni e dopo il caffè e le classiche frasi di circostanza, il titolare taglia dritto al punto.

 

Bene Dott.Tescari, abbiamo bisogno di lei.

In questo momento ci aiuti a trovare una soluzione perché dobbiamo pagare le tredicesime e se non lo facciamo qui in fabbrica scoppia una rivoluzione.

 

Vi immaginate il Natale di un dipendente che non prende la tredicesima e di un titolare con un minimo di scrupolo perchè non può pagarle?!

 

Ecco quando succedono queste cose mi sento un po’ come l’agente Cooper delle saga di TWIN PEACKS impegnato nello scoprire chi ha ucciso Laura Palmer.

 

dicembre sereno in azienda

 

Se hai la mia età non puoi dimenticare il successo di questa coinvolgente ed angosciante serie televisiva.

 

L’agente segreto che arriva dallo Stato vicino per scoprire cosa si nasconde dietro i segreti di questa che all’apparenza sembra una tranquilla e felice aziendina.

 

Proprio come la cittadina montana di Twin Peaks situata nello Stato di Washington, a cinque miglia dal confine tra Stati Uniti e Canada, le cui indagini affidate alla locale polizia e all’agente speciale Dale Cooper dell’FBI permettono di far affiorare il lato oscuro del luogo e dei suoi abitanti.

 

Davvero al 5 di dicembre si può immaginare che un consulente esterno possa trovare una soluzione per le tredicesime di 25 operai?

 

Ma poi come scoprire quali sono i lati oscuri che hanno portato a questa situazione di tensione ed emergenza finanziaria?

 

 

In questo, come molti casi da affrontati in passato, la cosa più semplice da farsi e’ quella di richiedere nell’immediato un elenco delle spese e degli incassi del mese di DICEMBRE.

 

Faccio quindi la mia richiesta e la segretaria, dopo una ventina di minuti, si presenta con 3 diversi fogli volanti.

 

In uno l’elenco davvero drammatico delle spese da affrontare:

 

  1. Energia elettrica 7.550 Euro
  2. Affitto capannone 10.500
  3. Ricevute bancarie in scadenza fornitori 65.000 Euro (di cui 16000 del mese di novembre)
  4. Tredicesime 26.000 Euro
  5. Regali Natale 2.300 Euro
  6. Acconto Iva del 27 dicembre 7.500
  7. Consulenze varie 2.350 Euro
  8. Assegni in uscita 5.500 Euro

 

Immediatamente chiedo lo stesso elenco spese del mese precedente – il NOVEMBRE NERO – il mese per eccellenza dove tasse e scadenze segnano il viso di chiunque faccia impresa.

 

 

Troppe volte avevo infatti visto i conti in rosso di aziende che a fine anno ricercavano un Confidi che li sostenesse per andare avanti… 

 

Qui voglio essere sincero la situazione non era migliore.

 

Tra  dipendenti, acconto Iva, Redditi, Inail, Inps e fornitori il mese di novembre – senza che nessuno se ne accorgesse – aveva prosciugato letteralmente i conti.

 

A DICEMBRE con l’elenco delle spese che stavamo spuntando eravamo allo stremo ma avevamo da visionare ancora le entrate che FORSE avrebbero reso la la situazione meno grave.

 

Alla fine – mi raccontava nel frattempo il titolare come per scusarsi – il fatturato a dicembre era sempre stato estremamente positivo.

 

Volete sapere il valore delle entrate dal 5 di dicembre a fine mese?!

 

12.000 Euro.

 

“Non sono previsti ulteriori incassi perché i 2 clienti che ci dovevano pagare hanno chiamato e (recitava la segretaria) :

 

  • il primo cliente che doveva pagarci il 19 ha anticipato la chiusura dell’anno al 15 dicembre e ci pagherà a gennaio
  • la REDA Srl nostro cliente storico ci ha scritto che non pagherà questo mese perché ha dei resi da presentare”

 

In questo breve e semplice racconto di azienda quotidiana si nascondono i 3 MOTIVI per cui l’imprenditore odia il Natale e il mese di dicembre in particolare.

 

Ora voglio svelarteli indicandoti anche come semplicemente gestirli.

 

Il PRIMO e’ di facile interpretazione.

 

Ci sono nel mese di dicembre spese straordinarie di fine anno tra cui le tredicesime che portano i conti a dura prova (già prosciugati in parte dai pagamenti di novembre).

 

Il SECONDO è una vera e propria TRAPPOLA micidiale.

 

Spesso il mese di dicembre e’ un mese dove le vendite crescono a dismisura per un discorso legato alla stagionalità dei servizi e prodotti offerti.

 

Si vende di più tanto per capirci. 

 

Quando crescono le vendite di certo sappiamo che:

 

  1. crescono i costi per sostenerle
  2. crescono i CREDITI VERSO CLIENTI in bilancio
  3. manca la cosa più IMPORTANTE.

 

Non ci sono le relative e proporzionali entrate.

 

Arriveranno certo ma nei nei mesi successivi perché i clienti mi pagano a 30/60/90 giorni.

Ma qual’è il problema che si genera?

 

Non avendo considerato che le mie linee di credito non prevedevano questo incremento sono già state utilizzate a pieno e si scaricheranno a gennaio.

Le linee in essere a breve termine con le banche non possono essere utilizzate.

Nel nostro caso avevamo fatture da scontare per 65.000 Euro che – non trovando capienza nei fidi che le banche ci concedevano – sarebbero rimaste ferme fino almeno al 10 di gennaio.

 

La banca dal 10 di gennaio ce le avrebbe anticipate ma non ora…

 

Per questo i conti sono messi a dura prova durante il mese di dicembre ma manca il TERZO elemento.

 

I pagamenti che pensavamo arrivassero:

 

  • tardano
  • si fanno desiderare
  • e alla fine saltano.

Il motivo?

Semplicissimo.

Perché le aziende che ci devono pagare vivono la nostra stessa situazione.

Come noi sono in forte carenza di liquidità.

E quando si è carenti di liquidità e mancano i soldi in azienda la cosa più semplice ed immediata che ci viene da fare è rimandare il pagamento dei fornitori.

 

Per questo se vai a trovare un imprenditore in azienda, per la consegna delle tue agendine o il panettone con lo spumante, troverai nel titolare sorrisi a denti stretti e poca voglia di ascoltarti.

 

La notte è insonne e il nostro titolare nel suo letto si rigira su se stesso mentre di giorno lo sguardo è perso nel vuoto.

 

Le preoccupazioni legate al fatto che:

 

  1. mancano i soldi sul cc
  2. i clienti non pagano
  3. le banche non ci ascoltano
  4. i fornitori sono alla porta agguerriti come non mai

HANNO IL SOPRAVVENTO!!!

Che fare?

 

  • Non pagare i fornitori – e farli arrabbiare rischiando di perderli per sempre dopo tutta la fatica fatta per trovarli?
  • Non pagare le tredicesime ai dipendenti  – e generare un clima invivibile in azienda con la certezza di avere il girono dopo CGIL, CISL, UIL in casa e 15 dipendenti su 20 in mutua?
  • Chiedere ai clienti di pagarci in anticipo – con sconti di fine stagione sapendo che non accetteranno e se lo faranno avrò lavorato mesi per nulla?
  • Oppure andiamo in banca…

 

Certo!!!

 

Andiamo in banca il 15 di dicembre a chiedere un finanziamento per liquidità entro il mese?

 

Non provateci neanche, non credete a chi ve lo propone dietro lauti compensi e millantate amicizie in banca.

 

Non è questa la strada (e chi l’ha percorsa lo rimpiange ancora oggi).

Alessandro ho dato il 6% a quel consulente per un finanziamento di 300.000 Euro” è la frase che mi ricorda che in giro c’e’ gente che con un’operazione guadagna lo stipendio annuo di un operaio. Peccato solo per gli effetti collaterali che seguono dopo…

 

  1. Come evitare DUNQUE le preoccupazioni che ti tengono in piedi la notte nel mese di dicembre?
  2. Come evitare d’incrociare la sera della vigilia – mentre ti spacchi il cervello passeggiando freneticamente in corridoio – Babbo Natale che entrato dal camino della tua abitazione vuole depositare i doni per i tuoi figli sotto l’albero?!

 

La soluzione c’e’ ed e’ pure gratuita.

 

Forse proprio perché gratuita molti non la considerano importante.

 

Si chiama Piano Previsionale di Cassa.

Di cosa parlo?

 

Un foglio di excel dove costruisco un calendario all’interno del quale inserisco le date NON della competenza delle mie fatture in entrata e uscita ma le date degli EFFETTIVI PAGAMENTI (il giorno che i soldi entrano o escono). 

 

Avrete mai sentito dire che le aziende falliscono per cassa e non per competenza.

 

Ecco  questo è l’esempio più calzante.

 

Con un P.P.C.

 

  • É possibile prevedere a settembre quelle che saranno le mie tensioni sul cc nel mese di dicembre.
  • E’ possibile andare in banca a SETTEMBRE e richiedere un finanziamento liquidità per le necessità finanziarie che ho previsto a dicembre.
  • E’ possibile rivedere le proprie linee di credito usando, se abbiamo ad esempio buoni clienti, strumenti finanziari diversi dalle classiche linee.
  • E’ possibile evitare di prendere (o perdere) del lavoro definendo meglio e a nostro favore i termini di pagamento.

 

Questo significa programmare e controllare la propria azienda.

 

Questo significa SAPER LAVORARE con le banche.

A dicembre, per un motivo o per l’altro, nessuno è disposto ad ascoltarci!!!

 

Questo significa godersi meritatamente un buon Natale in famiglia senza preoccupazioni (e anche se sei un imprenditore).

 

Dicembre sereno in azienda

 

 

Un abbraccio a tutti i lettori del BLOG BILANCIO UTILE e Buone Vacanze.

 

PS:Noi ci vediamo nel 2017 con nuove idee e contenuti ( www.bilancioutile.com )

 

PPS: E mi raccomando iscrivetevi al canale you tube e scaricate se non ancora fatto le risorse gratuite.

Buon futuro.

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Pesce piccolo e veloce oggi mangia pesce grosso!!

Oggi il modo di fare impresa ha subito un forte stravolgimento.

L’azienda snella ed efficiente ha la meglio su strutture storiche ed appesantite (se sai come farlo).

Le banche valutano parametri nuovi e si relazionano proprio con questo nuovo principio.

Le previsioni non hanno più senso perché alla strategia di medio lungo periodo oggi bisogna rispondere con la GUERRIGLIA.

Come stiamo oggi?!
Vinceremo la battaglia dei prossimi mesi?

Perché del domani non c’e’ certezza.

www-bilancioutile-com-3

Vi immaginate il Business Plan di colossi come Black Berry o Nokia?

Chi avrebbe detto che in meno di un anno il loro mercato sarebbe stato totalmente stravolto?

E chi ha investito i propri risparmi nelle sale bingo?
O nelle sigarette elettroniche?

Noi quei Business plan fatti da professori che ragionano con la stessa testa di quando andavano negli anni ’70 a scuola li abbiamo visti.

Un disastro.
State lontano da QUESTI PROFESSORI E CONSULENTI, mi raccomando.
Sono vecchi e fuori moda come gli abiti che indossano.

Spendere tempo e soldi per un business plan e’ un consiglio che solo chi non vive OGGI l’azienda e il rapporto con le banche può suggerire.

Certo la pianificazione e’ importante ma va vissuta in maniera dinamica.

  • Il mio Business plan non serve agli altri.
  • Non serve per andare in banca.
  • Non serve per far vedere ai miei stakeholder che crescerò ogni anno.

Serve solo a me che devo, mese dopo mese, essere in grado di rivederlo ed aggiornarlo alla velocità della luce.

E lo devo fare partendo soprattutto non dalla previsione dei ricavi ma dei COSTI.

Se oggi sbaglio i costi chiudo.
Tutti i Business plan invece partono da ricavi +30,+30,+30…

Oggi il pesce piccolo e veloce mangia il pesce grosso.

Oggi l’azienda snella e che arriva prima batte TUTTI (e le banche lo sanno bene e la finanziano).

Prima d’investire, prima di rendere la tua struttura troppo pesante PENSACI.

Potresti diventare un pesce troppo grosso e lento per il mercato e finire fritto in padella in meno che non si dica.

azienda snella

Continua a seguirci sul nostro BLOG www.bilancioutile.com

Presto grosse novità in arrivo.

Buon futuro.

 

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Vuoi risparmiare un patrimonio? Scopri in quale banca giusta devi far entrare la tua impresa.

Se nel 2016 pensi ancora che la banca giusta non esista stai perdendo molti soldi e potresti presto pentirtene.

 

Scopri in questo articolo come la scelta della banca “giusta” possa oggi fare la differenza tra chiudere e far proseguire la tua azienda, senza dover pagare il 6% al consulente che ti presenta alle “PERSONE AMICHE”, e senza perdere tempo in inutili incontri.

Anche se ti hanno sempre insegnato che queste erano le uniche strade percorribili. 

Questo e’ un articolo che ha lo scopo unico di farti conoscere i rischi che corri se non valuti attentamente la scelta della giusta banca per finanziare (o continuare a sostenere) la tua impresa.

Chi scrive non e’ uno dei tanti esperti di economia, un professore universitario o un avvocato che improvvisamente si e’ messo a scrivere articoli sulle sorti delle banche italiane e suoi loro NPL (o crediti deteriorati).

Chi scrive e’ un ragazzo che dal giorno alla notte studia, si danna l’anima e vive per trovare SOLUZIONI che permettano alla PMI di affrontare quello che e’ un cambiamento epocale del nostro sistema economico.

Quanto per 13 anni ti ritrovi come un sandwich a gestire il DIFFICILE rapporto tra le banche e le imprese e nel frattempo ti accorgi che, proprio per questo, il numero delle aziende che vedi chiudere bottega aumenta giorno dopo giorno sai che non puoi distrarti e deludere chi ha riposto in te la sua fiducia.

Dietro al lavoro che ti viene commissionato non c’e’ solo il tuo stipendio. 

Ci sono storie di piccoli imprenditori con speranze, sogni, famiglie che non puoi certo tradire perché significherebbe tradire te stesso e la professione che svolgi con impegno e dedizione da anni.

Ti sembro troppo mieloso e romantico?!

Allora continua a leggere e cambierai subito idea. 

bilancioutile-com

Non c’è nessuna Crisi, niente passerà e le chiacchere da salotto o i dibattiti in TV stanno a zero.

Siamo in un epoca dove nulla deve essere lasciato al caso e come direbbe lo storico e critico d’arte Aby Warburg:

“Il Diavolo si nasconde nei dettagli!”

E di questo ne ho fatto un professione e non intendo fermarmi.

Curare nel minimo dettaglio tutti gli aspetti che nessuno considera ma che possono migliorare il tuo rapporto con il sistema bancario.

Perché in Italia se la tua azienda non piace alle banche il suo FUTURO È SEGNATO.

Non mi credi?

Ho fatto un giorno con mia moglie, mentre riordinavo la scrivania, un rapido calcolo e le aziende che ho incontrato personalmente per lavoro, e di cui ho il biglietto da visita, sono oltre 2400. 

Bene…vuoi sapere una cosa?!

Non conosco azienda che aveva un brutto rapporto con le banche e oggi e’ ancora viva.

Per questo devi correre ai ripari ed ascoltarmi.

Le cose stanno da questo punto di vista solo peggiorando e lo ricordo in altri miei articoli.

Segui il mio Blog, il mio canale you tube, vieni ai al mio corso e scopri cosa DEVI o NON DEVI fare per trovare i soldi necessari per far partire la tua impresa.

Capire come comportarti per mantenere il rapporto attivo, anche in questi che vengono definiti “periodi di magra”, dove “le banche non fanno (e non hanno intenzione di fare) le banche”.

E una delle domande che spesso infatti sento farmi da imprenditori più o meno navigati e’ proprio questa:

“ Le banche non mi sostengono, non fanno le banche”

 


Per la verità questa che mi fanno non e’ neanche una domanda ma una constatazione che dimostra lo stato di rassegnazione in cui molte imprese vivono.

Ed e’ proprio a questo punto che un riferimento aziendale che non sia il consulente di ripiego, che ieri vendeva assicurazioni ed e’ oggi finito a fare questo lavoro, può fare la differenza.

Qualcuno che conosca i problemi che le aziende hanno con le banche e sia aggiornato su come risolverli attraverso un METODO che testato sulla pelle dei propri clienti FUNZIONI.

  1. “Da quante banche ti sei PRESENTATO?” per esempio e’ diverso dal dire: “ Ti porto io alla BCC di Ferruccio sul Mincio dove conosco il Direttore”
  2. “Tra un rifiuto e l’altro in cosa avete cambiato strategia?” e’ diverso dal dire : “ Stampami Visura Camerale e bilancio che ti porto io alla BCC di Ferruccio sul Mincio dove il Direttore mi deve un favore”
  3. “ Che linguaggio avete usato quando vi siete presentati?” e’ diverso dal dire: “ Se sei disposto a pagare il 6% ti porto da un segnalatore che e’ amico del Direttore Generale della BCC di Ferruccio sul Mincio e continua ad ottenere delibere positive anche se sembra impossibile.”

Sono 2 metodi diversi e – se usi il secondo con successo – continua a farlo perché questo articolo non e’ certamente per te.

Anzi potrebbe offenderti a morte. 

Da quale banca giusta ti sei presentato e hai preso un NO?!

Cosa significa:

Sei andato alla “banca sotto casa” perché una vale l’altra ed eri comodo?!

In questo caso non sono le banche che NON ti sostengono.

Hai semplicemente scelto la banca più comoda senza avere la minima idea di quello che dice il mercato.

Un po’ come se il primo venditore porta a porta di quegli aspirapolvere chiamati folletto si fosse arreso al primo tentativo.

Hai presente la Vorwerk? Azienda leader e di successo mondiale?!

Ecco lei, tanto per capirci, non si e’ fermata al primo NO ricevuto sull’uscio dalla signora Maria.

Adesso però ascoltami e mettiti comodo perché dobbiamo fermarci a ragionare su quello che e’ il lavoro di una banca.

Il suo core business e’ vendere, dai tempi del Far West, soldi.

Vendono denaro con l’obiettivo che gli venga restituito insieme al guadagno dovuto per averteli prestati.

Non ti viene il dubbio che se non lo fanno c’e’,nei tuoi confronti, qualcosa di strano?

Ma devi anche sapere che all’interno delle banche formicolano persone che hanno il compito di rivedere continuamente le strategie in atto.

Sono pagate profumatamente per questo.

Ci sono quindi momenti favorevoli dove una banca e’ disposta a concede denaro (FARE IMPIEGHI lo chiamano) e altri in cui non lo concedono ma ne hanno bisogno (e questo si chiama FARE RACCOLTA).

Ecco….

Capisci che se sei entrato a chiedere denaro in una banca che come politica commerciale e’ in un momento di raccolta nessuno ascolterà la tua richiesta?!

Certo non ti diranno : “Mi spiace tanto pregiato cliente ma questo mese soldi non ne diamo. Vada pure altrove”.

Ti lasceranno decantare per mesi inventandosi le scuse più becere:

  • I crediti devono deliberare – e scopri poi che la pratica e’ ancora sulla scrivania del tuo gestore;
  • Mancano i seguenti documenti – ma non te li avevano MAI chiesti o è la terza volta che li invii e la posta elettronica sembra sempre non funzionare;
  • Aspettiamo l’ok del Fondo centrale di Garanzia –  se chiami a Roma della tua pratica nessuno sa nulla;
  • Colpa del Confidi – eppure il ragazzo che si occupava della garanzia mi dice che e’ tutto a posto;
  • Il gestore ha avuto problemi personali – e scopri dopo mesi che e’ stato trasferito altrove;

e se sei un imprenditore sai che queste cose hanno per te e la tua impresa un impatto devastante.

“Meglio un NO subito che un SI tra 6 mesi” ti ha insegnato la gavetta quando si parla di avere soldi disponibili in azienda.

Se invece sei fortunato ed entri in una banca che deve fare impieghi o magari vuoi aprire un nuovo conto e incontri lo sviluppatore (che e’ pagato per trovare nuovi clienti) potresti, se LUI deve chiudere il budget a fine mese, avere i soldi che chiedi sul conto in meno di 15 giorni.

Ma dico io….

Noi possiamo gestire finanziariamente un’azienda puntando sul rosso o sul nero come se fossimo al casinò?!

Eppure sono troppi, tanti gli imprenditori che non per loro colpa non conoscono questa dinamica e si dannano l’anima perché la banca non risponde e loro dopo mesi dalla richiesta:

  1. hanno già sostenuto gli investimenti,
  2. hanno i fornitori alla porta,
  3. hanno il mercato che chiama e il magazzino deve essere rinverdito.

La conoscenza del mercato, della banca giusta al momento giusto e’ un aspetto davvero importante che solo chi frequenta l’ambiente, chi si aggiorna, chi ha nel proprio quotidiano la possibilità di testare il giusto terreno può superare.

E’ un vero e proprio lavoro anche questo!!

In alternativa – non trovando il consulente che ti può aiutare – di solito suggerisco la regola del marketing al contrario.

Banca giusta

Se entrate in una banca tappezzata da cartelloni dove si promettono finanziamenti per i vostri sogni e a tutti e tassi ridotti alzate i tacchi e correte a gambe levate in altra filiale.

 

Sembra strano vero ma ti racconto cosa un giorno un ex direttore di banca, prossimo alla pensione, mi confessò nel suo ufficio dopo una vista da un cliente.

“Vedi Alessandro tutti quei cartelloni appesi?!”

“Servono per tenere buona la gente.”

“Abbiamo bisogno di raccolta e raccontiamo alla gente che eroghiamo finanziamenti a tassi agevolati.”

E intanto, mentre mi parlava dalla sua sedia girevole, non riuscivo a comprendere cosa mi volesse dire?!

“La gente vede questi messaggi, pensa che siamo quindi la banca giusta, quella solida tanto per capirci e ci porta di riflesso i loro risparmi.”

Avete capito?

In banca danno un messaggio per ottenere l’effetto contrario?! 

Quindi se non avete disponibile un consulente aziendale che ha le caratteristiche che sponsorizzo in questo VIDEO sul mio canale You Tube usate, per scegliere la banca giusta, nella peggiore delle ipotesi, la tecnica del marketing al contrario .

Banca sobria e che non investe in pubblicità d’effetto?!

E’ li che deve esserci il VERO AFFARE e la banca giusta.

Detto questo se ricevete una serie di NO in diverse banche esiste comunque un’altra domanda alla quale dovete saper rispondere.

Cosa e’ cambiato in termini di strategia dal primo incontro ai successivi?!

Perché se la risposta e’: “ Nulla” diventa difficile lavorarci.

Perché se avete perseverato senza cambiare nulla potreste aver perseverato nell’errore.

Dopo un rifiuto dovete fermarvi….ragionare e capirne le cause.

Rimettervi a nuovo e ripartire con più enfasi ed energia di prima correggendo gli errori commessi.

Ma nello specifico dovreste rivedere il documento essenziale per farvi finanziare: Il vostro Business Plan.

Oggi e’ questo un documento essenziale non per la banca…per VOI.

Non esiste un business plan per andare in banca e chi ve lo suggerisce non sta facendo il suo lavoro.

 

Non si costruisce una casa senza un progetto iniziando a scavare nel terreno le fondamenta con la pala e poi man mano vedremo il da farsi.

Allo stesso tempo non si fa azienda senza un minimo di previsione, senza dei numeri che cantino e che regolarmente rivediamo.

Ne va del nostro progetto, dei nostri soldi e del nostro futuro.

Il tetto non deve cadere al primo colpo di vento e le mura devono essere solide per poter al suo interno proteggere NOI e la nostra famiglia.

La stessa cosa funziona se faccio impresa.

Serve saper scegliere il giusto terreno (la banca giusta per esempio) e costruirci intorno la propria casa (o azienda) attraverso un progetto che sia nei minimi dettagli studiato prima (il business plan).

Se più di una banca mi dice NO, (e ho il consulente con le caratteristiche giuste),  ho scelto almeno una banca che supera la prova del marketing al contrario, devo rivedere il mio Business Plan perché c’è qualcosa che non convince gli INVESTITORI ISTITUZIONALI.

E prima mi accorgo di cosa non e’ convincente minori saranno i fastidi e i soldi che andrò a perdere.

Ricordati oggi che la scelta della banca giusta non e’ un aspetto da sottovalutare.

Non lo e’ nemmeno il modo con cui viene presentato il piano di business che la banca stessa dovrebbe finanziarie.

  • Devi essere informato,
  • Devi conoscere il linguaggio della tua banca,
  • Devi saperla gestire e portarla sulla tua sponda.

Viceversa se la banca non e’ sulla tua sponda, se non hai un metodo per piacere, se non vuoi dedicare il tempo necessario per avere dalla tua l’arma della conoscenza e dell’informazione, sappi che hai la Crisi che gioca in casa (e presto si porterà via tutti i tuoi averi).

Viceversa puoi seguirmi sul mio Blog , frequentare il mio prossimo corso, scoprire il metodo Bilancio utile e tutti i trucchi per piacere alle banche, farle tue alleate risparmiando tempo e  molti oneri finanziari OGGI spesso imposti per far crescere la tua Impresa.

Io ci sono se necessario e sai dove trovarmi…

A questo LINK puoi fare tutte le domande che ritieni utili, sarà per me un piacere risponderti!!

Buon futuro.

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