Decreto Cura Italia. Ecco le misure a sostegno della liquidità.

Decreto Cura Italia a sostegno della liquidità della tua Impresa.

 

E’ da poco uscito il decreto Cura Italia che prevede numerose misure a sostegno delle imprese italiane in questi giorni in cui la nostra economia è fortemente provata dagli effetti del COVID 19.

Parliamo di iniziative che hanno lo scopo di salvaguardare la liquidità delle nostre Piccole e Medie Imprese utilizzando strumenti finanziari che chiedono maggiore sostegno da parte delle banche.

Se mi segui sai benissimo che ho fatto del miglioramento del rapporto tra banche e imprese la mia professione e non posso per questo perdermi le novità proposte in questa fase assai delicata.

Le armi messe in campo attraverso questa che possiamo definire “la prima moratoria di Stato” sono sostanzialmente:

  • la sospensione delle rate delle rate
  • la proroga dei fidi a breve per le PMI
  • misure di rafforzamento del Fondo di Garanzia

Ma passiamo ad analizzarle nel dettaglio per capire meglio di cosa si tratta.

Il primo requisito per poter accedere ai benefici di questo decreto Cura Italia e che la tua azienda stia registrando una riduzione parziale o totale dell’attività quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19.

Tecnicamente sembra banale ma sempre giusto ricordarlo.

Sospensione rate e proroga fidi per le PMI (art.56).

In questo caso la misura si rivolge a quelle che secondo la definizione UE sono le nostre Piccole Medie imprese (ovvero le aziende con meno di 250 dipendenti, un fatturato che non superi i 50 milioni o che il totale attivo annuo non superi i 43 milioni).

Attenzione: le aziende non devono essere classificate come esposizioni creditizie deteriorate.

Devono tecnicamente rientrare tra i performing o al massimo underperforming (ovvero non siano posizioni definite deteriorate ai sensi della circolare 272 di Banca d’Italia). 

In questo caso infatti, se ci sono problemi pregressi di sostenibilità dei debiti l’azienda non può aderire a questa inziativa che, ricordo, premia solo le aziende che hanno effettivamente avuto una riduzione parziale o totale dell’attività quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19.

PS: Eventuali deroghe possono essere trattate direttamente con la banca ma, in questo caso, mi spiace dirti che le probabilità di riuscita sono davvero basse e unicamente in mano al buon cuore del tuo referente banca.

Il Decreto per quanto riguarda gli affidamenti a breve termine dice invece che gli importi accordati da banche e intermediari finanziari (sia utilizzati che non) per fidi a revoca e autoliquidanti non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30/09/2020.

Di fatto la possibilità che la banca ti chiuda improvvisamente le linee di credito a breve, senza un reale perché, adducendo unicamente al peggioramento del tuo rating viene impedita (per ora) fino a questa data. Questo vale sia per la parte utilizzata che per quella libera a tutela proprio di eventuali problemi di incasso.

Lato prestiti non rateali con scadenza ante 30 settembre 2020 sono prorogati fino al 30 settembre 2020 alle condizioni in essere mentre il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 relativamente a mutui, leasing e altri finanziamenti a rimborso rateale (anche cambiali agrarie) in scadenza prima del 30 settembre 2020 viene invece sospeso sino al 30 settembre 2020 senza maggiori oneri per entrambe le parti (con conseguente e obbligatorio allungamento delle scadenze originarie di rimborso).

È in questo caso facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

A differenza di quanto scritto nel mio ultimo articolo circa la moratoria ABI sembra che, in questo caso, il rating della società non venga in futuro danneggiato.

Almeno questo è quanto dicono in questi giorni i rispetti funzionari di banca a voce (nulla di scritto) anche se mi sembra strano supporre che chi, per varie ragioni, non usufruisce di tali misure contenitive venga considerato, se parliamo di rischio di credito, alla stregua di chi ne usufruisce.

Ti dico questo perché una minima esperienza in banca ce l’ho e molte volte, quello che fuori viene promosso e detto, per varie ragioni, non corrisponde a quanto internamente si dice (e soprattutto fa).

Ti invito, per questa riflessione ulteriore, a leggere l’articolo che ti informa circa tutto quello che devi sapere prima di aderire alla sospensione rate (o moratoria ABI) che trovi sul mio BLOG a questo LINK ==> Leggi l’articolo. 

In questo caso gli istituti finanziatori, per tutelarsi, potranno accedere ad una sezione speciale del Fondo Garanzia PMI che, garantirà senza valutazione, per un importo pari al 33% i maggiori utilizzi, le rate sospese dei finanziamenti rateali e i prestiti non rateali a scadenza prorogati.

Come fare per attivare questo decreto CURA ITALIA?

La prima cosa da fare per ottenere questi benefici offerti dalle banche è agire e farlo in FORMA SCRITTA presentando alla banca un’autocertificazione ai sensi dell’art. 47 DPR 445/2000 dove indichi di aver subito una riduzione parziale o totale dell’attività quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19. Il tutto unito al proprio documento di identità.

Qui puoi scaricare questi documenti in formato word:

Per favorire l’accesso al credito delle nostre PMI utilizzo da anni un metodo che prevede la gestione in anticipo di qualsiasi obiezione che la banca può farti quanto chiedi credito. Preparare e mandare questo documento va quindi FATTO. 

Se non credi a quanto di dico vai sul BLOG www.bilancioutile.com per scoprire di cosa parlo.

Misure di rafforzamento Fondo Garanzia PMI (Art. 49)

Riguardo invece le misure di rafforzamento del Fondo di Garanzia per PMI si può far ricorso al fondo di garanzia per ottenere finanziamenti da parte delle banche.

Se non lo sapessi il fondo di garanzia è uno strumento predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico a favore delle piccole e medie imprese per facilitare l’accesso delle stesse al credito bancario.

Queste misure hanno durata per 9 mesi dall’entrata in vigore del DECRETO e riguardano:

  • estensione della durata della garanziadel Fondo per le operazioni per le quali le banche hanno riconosciuto sospensione pagamento rate di ammortamento o della quota capitale;
  • garanzia del Fondo Centrale concessa a titolo gratuito.
  • estensione dell’importo massimo utilizzabile per ciascuna impresa a 5.000.000 di Euro (mentre fino a ieri il plafond era 2.500.000,00).
  • garanzia fino all’80%, per operazioni fino a 1.500.000 euro, con un’istruttoria del Fondo che verrà effettuata solo in base ai dati di bilancio e non in base all’andamentale (Centrale rischi). Sono, come detto in precedenza, in ogni caso escluse imprese con esposizioni come sofferenze o inadempimento probabile, o qualificate come imprese già in difficoltà.
  • le Banche potranno istruire la pratica presso il fondo contemporaneamente alla propria istruttoria in quanto non è dovuta la commissione per il mancato perfezionamento delle operazioni. Questo significa maggior tempestività rispetto all’iter ordinario.
  • Sono ammesse alla garanzia anche operazioni di rinegoziazione del debito purchè con credito aggiuntivo almeno del 10% del residuo.
Da quello che si legge sembra che il Decreto favorisca anche i tempi di perfezionamento di queste richieste.

Esiste anche un supporto alla liquidità per le imprese che non hanno i requisiti definiti dalla PMI (art. 56) ovvero quelle che non hanno accesso per i propri parametri al Fondo Centrale di Garanzia. La misura prevede la Garanzia dello Stato a favore di Cassa Depositi e Prestiti per le esposizioni assunte dalla stessa, anche nella forma di garanzie di prima perdita su portafogli di finanziamenti, in favore delle banche e intermediari che erogano finanziamenti alle imprese che hanno sofferto una riduzione del fatturato a causa della emergenza Coronavirus. L’accesso è in questo caso ancora da definire con decreto MEF.

Altri provvedimenti prevedono la volontà dell’intervento Cura Italia nel raggiungere la maggior platea dei soggetti che costituiscono il tessuto imprenditoriale italiano.

Sono così stati previsti interventi a beneficio di:

– lavoratori autonomi e ai liberi professionisti (per 9 mesi dall’entrata in vigore) che autocertifichino ai sensi degli articoli 46 e 47 DPR 445/2000 di aver registrato un calo del fatturato superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019, potranno accedere al Fondo di solidarietà mutui prima casa (sospensione delle rate per 18 mesi, senza limite ISEE, per mutui fino a 250.000 euro).

– Settore crocieristico, fortemente colpito tramite garanzia statale agli interventi di garanzia SACE;

– Consorzi Fidi, tramite agevolazioni.

I provvedimenti sono, come sopra sintetizzato, molteplici e indubbio è il beneficio che molte realtà, soprattutto PMI, possono avere in un momento in cui la liquidità della propria azienda viene messa in forte discussione.

A questo link trovi i file da scaricare e utilizzare per beneficiare di queste misure.

Compilati, e come già detto, inviati alla tua banca uniti al tuo documento di identità.

Infine perdonami ma non posso lasciarti con la mia ultima raccomandazione che è quella di utilizzare questo periodo di fermo per dedicarsi alla stesura e presentazione del bilancio 2019.

Appena sarà possibile riaprire le nostre attività servirà certamente consolidare il debito sul medio lungo termine.

Le banche potrebbero avere prodotti dedicati per finanziarti nel lungo periodo e in questa fase, perdere altro tempo, perché ci presentiamo senza dati ufficiali (quali il bilancio 2019 depositato) sarebbe un errore IMPERDONABILE.

Con l’occasione ti invito a visionare sul mio BLOG il servizio Istruttoria Facile.

Una mini guida che ti suggerisce tutte, ma proprio TUTTE le azioni da svolgere per ottenere credito dalle banche.

Ti invito a prepararti, studiare bene la strategia da adottare e alla riapertura delle nostre attività farti trovare pronto per chiedere alla tua banca l’aiuto necessario per finanziare la ripresa della tua attività.

Abbiamo tanto da fare e non possiamo permetterci di perdere altro terreno.

Buon lavoro.

Dott. Tescari.

 

 

 

Sospensione rate o peggiorare il mio rating?

Viene estesa ai prestiti fino al 31 gennaio 2020 la possibilità di chiedere la sospensione o l’allungamento. La moratoria è riferita ai finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese danneggiate dal coronavirus. Lo afferma l’Associazione bancaria italiana che ha siglato un addendum all’accordo 2019 con Alleanza delle Cooperative Italiane“.

Ora questa notizia, (che di fatto permette a tutte le PMI di poter sospendere GRATUITAMENTE le rate dei propri finanziamenti o leasing per un anno, o allungare i propri debiti per ulteriori 3 anni), sembrerebbe un’occasione da prendere al volo ma, in questo breve articolo, voglio raccontarti quali effetti negativi potrebbe comportare scegliere “frettolosamente” questa strada.

Capisco sia bello immaginare di poter rinviare la rata del proprio finanziamento, come capisco che molti consulenti oggi vendano questa possibilità, come la panacea di tutti i mali.
Il tuo cash flow, la tua liquidità immediata sicuramente ne beneficerebbe aderendo a questa iniziativa.

Per forza: non paghi più (o alleggerisci) la rata dei tuoi finanziamenti.

Ma ci sono alcuni dettagli che vorrei riportare alla luce, in maniera che tu possa serenamente prendere questa decisione senza trovarti domani con più danni che vantaggi.

Questo infatti capita spesso quando hai a che fare con consulenti che ti portano benefici a breve termine (non raccontandoti però cosa succederà quando il lungo termine ti presenterà il conto).

Tanta consulenza offerta dal mercato oggi funziona così:

Benefici immediati (quali l’ottenimento di un finanziamento) e conto che arriva nel lungo periodo (finanziamento non sostenibile e condizioni fuori mercato). Il consulente prende subito i soldi e a te restano i problemi, che spesso si risolvono cercando un altro consulente che ti trovi un altro finanziamento per pagare il primo finanziamento. Sembra una barzelletta ma funziona così, quando si ha a che fare con venditori di consulenza interessati solo al loro profitto.

Ma andiamo nello specifico, perché ACCETTARE o NON ACCETTARE la moratoria ABI di sospensione dei finanziamenti (anche se a prima vista sembra che ci siano solo vantaggi nell’aderire).

#Innanzitutto si dice che la moratoria è GRATUITA.

Certo che è gratuita perché non ci sono spese di istruttoria, ma di fatto pagando interessi per un anno in più (visto che la rata capitale viene sospesa) di gratuito non hai proprio nulla. Alla fine del finanziamento, hai pagato un anno in più di interessi.

#Stabilire quanto sono gli interessi rispetto alla rata capitale è importante. 

Lo dico perché, paradossalmente in un piano di ammortamento alla francese, si rischia che in alcuni casi la rata interessi sia superiore a quella capitale.

#Stabilire che cadenza hanno le rate.

Se per esempio le rate sono semestrali, significa beneficiarne tra 5 mesi.

#In quanto tempo ottengo la moratoria.

Normalmente la banca ha tempo massimo 30 giorni per rispondere alla richiesta che deve essere inviata tramite raccomandata. Se il finanziamento è garantito dovrai anche sentire (sempre tramite banca) il consorzio di garanzia o il Fondo Centrale di Garanzia che hanno una procedura molto snella per confermare la loro adesione. 

Qui sotto puoi scaricare il file con le indicazioni base per la richiesta di moratoria ABI. Prendilo come spunto, ed invia una pec o raccomandata alla banca ove hai stipulato il leasing o finanziamento che vuoi sospendere.  

Vai al LINK ===> scarica il modulo per la richiesta sospensione rate

Ma oltre a questo c’è da valutare effettivamente l’impatto che la sospensione delle rate avrebbe sulla tua liquidità immediata perché gli effetti di medio lungo termine potrebbero essere davvero una brutta sorpresa per te.

La tua richiesta, quando sarà accordata e di fatto visibile tra 2 mesi nella tua centrale rischi diventerà, agli occhi di tutti i tuoi finanziatori, una vera e propria autocertificazione del tuo stato di CRISI. 

PS: Non conosci l’importanza della tua centrale rischi?

Scarica a questo a link le risorse gratuite presenti sul mio BLOG

Ora, quando ti dico che stai autocertificando lo stato di crisi della tua PMI, significa che le conseguenze di medio lungo termine che la tua PMI subirà saranno:

  • dovrai in PRIMIS accantonare l’idea di poter avere NUOVA finanza in futuro (o almeno per tutta la durata della sospensione).

Di fatto se una azienda dichiara la sua incapacità di pagare i debiti pregressi sarebbe folle come banca concederne nuovi 

Sei d’accordo? Certo, ci sarà chi ti dice che non è vero, ma basta che rileggi la frase sopra tra virgolette per capire dove sta la ragione. 

  • il Rating della tua impresa peggiorerà

In particolare, in caso di rinegoziazione dei propri finanziamenti, (anche se gestiti secondo una misura che dovrebbe aiutare la tua PMI come l’accordo ABI), il principio contabile IFRS 9 richiede che l’operatore finanziario proceda a ricalcolare il valore lordo dell’attività finanziaria come valore attuale dei flussi di cassa previsti dalle nuove condizioni contrattuali, scontati al tasso di interesse originario. L’utile o perdita derivante dalla rinegoziazione dovrà essere rilevata a conto economico. Inoltre, ai fini dell’allocazione in uno degli stage previsti dal modello generale bisognerà valutare se è intervenuto un aumento significativo del rischio di credito; ciò avverrà confrontando il rischio di default alla data di reporting (in base alle nuove condizioni contrattuali) con il rischio di default originario (sulla base delle condizioni contrattuali iniziali). La definizione contabile di attività finanziaria oggetto di modifiche contrattuali si sovrappone alla definizione prudenziale di forborne exposure introdotta dall’ABE. In generale, l’aspettativa è che posizioni classificate come performing forborne exposure ai fini regolamentari siano assegnate allo stage 2, mentre posizioni classificate come non-performing forborne exposure allo stage 3.

Significa che, nel sottobosco dell’ufficio crediti della tua banca, verrai ufficialmente classificato con un profilo di rischio maggiore.

Il tuo rating peggiorerà, la banca dovrà fare maggiori accantonamenti (e questo non la renderà felice).

ATTENZIONE: Il tuo rating peggiorerà con tutte le banche con le quali lavori, anche se la moratoria l’hai chiesta per un solo finanziamento (o leasing).

Il tuo rapporto con le banche peggiorerà e verrà di fatto messo in stand by.

Per concludere: la moratoria ABI a prima vista è certamente una misura sospensiva ma non va presa e richiesta con troppa leggerezza perché il costo da pagare potrebbe essere superiore ai benefici promessi.

Valuta quindi ATTENTAMENTE se davvero sospendere le rate dei tuoi finanziamenti sia fondamentale per il continuo della tua impresa.

Dopo aver letto questo articolo, se reputi che la moratoria ABI non faccia al caso tuo, tira la cinghia, stringi i denti e lavora su altri aspetti che possano migliorare la liquidità della tua impresa. Trovarli potrebbe essere davvero la nuova strada da seguire per un maggiore controllo della reddittività della tua impresa.

Nel dubbio scrivi a: info@bilancioutile.com  

Chi sono per dirlo e darti queste indicazioni lo trovi sul mio BLOG===> www.bilancioutile.com

Ora, sperando che questo articolo ti sia stato d’aiuto, ti chiedo di condividerlo con chiunque abbia una PMI e sia indeciso in questo momento se aderire o non aderire alla nuova moratoria ABI. 

Tengo particolarmente al rating delle PMI italiane, la chiave per poter accedere al credito in banca e far crescere la propria impresa. 

Buon lavoro!

Dott. Tescari. 

 

 

Il nome della tua PMI ha già deciso se prenderai o no soldi dalle banche.

La vita dell’imprenditore non è per nulla semplice.

Lo dico perché ogni giorno sono come consulente a casa loro.

Vedo le loro aziende, visito i loro capannoni, parlo con i loro dipendenti, conosco i loro clienti (e fornitori) ma sopratutto spesso vedo i loro conti correnti.

  • Debiti CERTI che aumentano e crediti che, chissà chi mai potrà dirlo, quando saranno mai certi.
  • Dipendenti sempre più presuntuosi e ribelli che alla prima parola detta storta si iscrivono al sindacato e ti remano conto.
  • Banche sempre più esigenti ed aggressive.
  • Clienti che non pagano e fornitori sempre più arrabbiati e minacciosi perchè aspettano di essere pagati.

Una vitaccia che farebbe perdere il sonno anche al più temerario di questi eroi.

Spesso quando alcuni di questi fattori arrivano tutti insime si scatena una vera e propria miccia che porta ad una caduta verticale di tutte le buone intenzioni finora coltivate.

Un vero e proprio cedimento nella vita dell’imprenditore, un mix di situazioni negative che porta irrimediabilmente verso una sola soluzione.

La liquidazione e la chiusura dell’attività come unico rimedio per mettere a tacere focolai diventati insieme ingovernabili.

Chi è (o è stato davvero imprenditore) sa di cosa parlo perchè l’ha vissuto di persona o ci è spesso nella propria vita lavorativa andato davvero vicino. 

Questo però non significa che l’imprenditore interessato non abbia ancora le sue carte da giocarsi.

Errori di lettura, mancanza di preparazione, assenza della giusta consulenza non possono (e non devono) diventare una condanna eterna.

Anzi, spesso chi è caduto rimane più forte ed affidabile.

Gli errori passati – sostengo sempre – difficilmente potranno ripetersi.

Di questo pensiero non sono però le banche.

Affidare chi ha avuto un passato imprenditoriale poco glorioso e fortunato non è nelle loro corde (e per certi versi condivisibile).

Non tanto, come si pensa, per il fatto che il titolare possano ricadere in errore.

La banca non finanzia l’imprenditore che ha fallito sopratutto perché non reputa eticamente corretto rifinanziare, ed affidare da zero, chi ha lasciato dietro a se debiti irrecuperabili e si rimette sul mercato a discapito di chi invece, con enorme sacrificio, è sempre rimasto pulito e fedele alle sue promesse.

Questo è un MUST scolpito nelle scrivanie di ogni uffico crediti. 

Giusto o sbagliato che sia è una cruda realtà che porta l’imprenditore a doversi inventare qualcosa per sbarcare il lunario e tornare a fare quello – e solo quello – che sa di saper ben fare.

Non potendo comparire quindi nelle nuove iniziative imprenditoriali che vuole portare avanti (ma avendo bisogno di credito) cerca parenti, amici e persone fidate che lo possano, senza troppi giri di parole, coprire.

Che piaccia o no è questo un classico italiano che si ripete spesso.

Le banche lo sanno e sanno che non possono – e devono – affidarti. 

E se mai capitasse che qualche finanziamento o linea di credito la si ottiene nulla deve lasciare emergere che, ai tempi della concessione, si sarebbe potuto risalire al nominativo dell’imprenditore caduto in disgrazia. 

La banca NON ti affida ma tu alla fine devi comunque poter continuare a lavorare.

Quindi che fare?!

Di seguito ti racconto cosa normalmente succede in questi casi – e che non vuole essere un istigazione alla truffa – ma semplicemente la nuda e cruda verità di come vanno le cose nel sistema Italia.

PS: La premessa vuole immaginarsi che quel che nascerà di nuovo riuscirà ad avere soldi dalle banche dimostrandosi nel tempo INDISCUTIBILMENTE meritevole di fiducia e mai più vittima di errori.

Ma andiamo per punti…

Si crea una nuova azienda che replica le stesse cose che si facevano prima, si mettono dentro persone pulite, fidate e si inzia a lavorare offrendo in sordina quel che resta di buono del vecchio amministratore e know how.

Spesso il vecchio amministratore è il primo commerciale della NUOVA iniziativa assunto con contratto a progetto.

Segnati questa parola NUOVA che ho evidenziato in maiuscolo perché tra qualche riga verrà ripresa.

Come detto, se il credito dalle banche è una condizione necessaria per il tuo “NUOVO” business, il vecchio amministratore:

  • non deve figurare tra i nuovi soci ed amministratori,
  • non devi partecipare agli incontri con le banche
  • non deve esserci nessun collegamento con tra la tua vecchia attività e la nuova.

Unica eccezione concessa è l’affitto ramo d’azienda finalizzato alla acquisizione della vecchia attività – sempre e rigorosamente – tra soci ed amministratori diversi.

La sincerità in questi casi non premia.

Ma c’è un altro fattore che non premia in questi momenti ed è l’ingenuità.

Errore che potrebbe davvero annullare tutto il piano finora costruito ma che capita molto più spesso di quel che si crede.

Io capisco che si è innamorati della vecchia società, attaccati ai ricordi, al fatto che il padre fondatore aveva a suo tempo deciso per ma non funziona così…

Perché se la tua vecchia società immaginiamo si chiamava FINESTRE GIOVANNI SNC di Giovanni e figli.,

  • dopo tutto quello che hai passato con il vecchio fallimento,
  • dopo che hai trovato nuove persone disposte a credere in te,
  • dopo che i soldi rimasti sono davvero contati e non puoi permetterti spese inutili,
  • dopo che i fornitori ti hanno ridato quella fiducia necessaria per ripartire,
  • dopo che sui primi ordini applichi sconti pazzeschi ai clienti per farti pagare in anticipo non potendo scontare il credito all’inizio,
  • dopo che nascosto da commerciale origli agli incontri con le banche o partecipi senza lasciare il biglietto da visita.       

Perché chiamare la società NUOVA FINESTRE SRL?!

Proprio così.

Perché dopo che hai fatto di tutto per toglierti dalle spalle il vecchio passato devi usare una ragione sociale che richiama la vecchia attività andata male?!

Ai clienti – se sei andato male – non interesserà un riferimento alla vecchia attività come non interesserà ai fornitori.

Il mercato può semplicemente essere avvisato con comunicazione informale dove avvisi del cambio di ragione sociale, del nuovo marchio assicurando anzi che questo sarà solo conferma di miglior servizio.

Ma vediamo il lato affidamenti.

Il lato delle fonti esterne che dovrebbero decidere di finanzarti.

Qui questa scelta potrebbe davvero essere insensata.

Io -che ho passato qualche anno all’ufficio crediti di una piccola banca- una domanda prima di:

  • vedere bilanci,
  • Rating,
  • centrale rischi
  • conoscere i soci

ce l’avrei subito da fare e che – vissuto personalmente – se non trova risposta azzera davvero tutti gli sforzi fatti per ripartire.

Una domanda che spesso fatta coglie la nuova proprietà impreparata, gela il sangue e crea quell’imbarazzo che non aiuta per nulla il rapporto fiduciario che si è cercato di ristabilire.

Un errore di superficialità che molti non riescono davvero a comprendere perché incapaci di staccare definitivamente la spina con il passato.

Buongiorno, ho visto la Visura camerale della NUOVA FINESTRE Srl.

Ma quindi la vecchia FINESTRE che fine ha fatto?!

A volte questo collegamento è talmente palese che la domanda spesso non viene neanche fatta ed è lo stesso gestore che, con semplici ricerche su Cerved o Google, ci arriva da solo, nemmeno chiede spiegazioni e chiude di fatto ogni possibilità di apertura e dialogo.

All’impresa NUOVA non resta che non capire i veri motivi per cui non affidata scaricando – come spesso capita – la responabilità alla sfortuna di non aver trovato il “gestore banca giusto” o che ha voglia di lavorare.

Non resta quindi che riprendere il giro con un’altra banca che, vedendo a video il dinnego della prima banca, sarà ancor più diffidente. 

Se vuoi EVITARE di lavorare come un pazzo per costruire la tua affidabilità creditizia e come in questo caso far crollare il tutto per un piccolo errore di superficialità non hai alternative.

Devi conoscere in maniera professionale un METODO che ti permetta di accedere al credito con strategia e senza quegli errori che possono compromettere in un istante tutti gli sforzi fatti.

Ti aspetto per questo il 14 settembre a Milano all’evento Bilancio Utile. 

Clicca qui per visitare la pagina dell’ EVENTO e prenota il tuo posto prima che sia esaurito. 

Troverai tanti miei clienti in sala che hanno vissuto esperienze come questa, le hanno superate e oggi usano le banche per far crescere la propria impresa.

A presto.

Dott. Tescari 

Hai già partecipato ad altri corsi che parlano di banche?

Hai mai partecipato ad un corso che parla di banche?
“Si Alessandro ho fatto molti corsi di finanza, sono seguito ed iscritto a questa associazione che mi aggiorna sempre su ogni tipo di argomento. Non vorrei venire all’Evento Bilancio Utile per sentirmi raccontare cose che conosco e che tanto non servono… poi in una sola giornata, e di sabato, che vuoi fare?”

 

È per caso uno dei motivi che ti frenano dal partecipare al mio unico EVENTO BILANCIO UTILE di Settembre?

Allora leggi ciò che segue dedicandomi 3 minuti del tuo prezioso tempo.

Lo dico perché oggi pretendere di avere la tua attenzione e’ un miracolo dato che immagino tu sia tempestato di messaggi da ogni fronte.

Ma fai questo sforzo e sarai ripagato.

Voglio rivelarti perché questo EVENTO non è -e non potrà essere- qualcosa che “hai già visto”.

Durante questa giornata ti verrà spiegato per filo e per segno il sistema BILANCIO UTILE che nasce dai miei studi (e dalla mia esperienza personale sul campo come account garanzia prima e come consulente aziendale oggi).

Si certo, hai capito bene.

Ho detto “come ACCOUNT GARANZIA prima”.

Non sono infatti nato consulente.

Sono stato un dipendente per tanto tempo e la cruda verità è che ero anche una vera schiappa come venditore e consulente aziendale.

Forse non lo sai ma il mio primo lavoro e’ stato presso un Confidi e, anche se in possesso di una laurea in Economia che pensavo avrebbe dovuto aprirmi infinite strade, all’inizio non e’ stato per nulla facile.

Sbarbato e privo della minima esperienza lavorativa farmi ascoltare dalle banche, dalle Piccole e Medie Imprese della piazza Milanese o all’interno dell’azienda, capitanata dal ruspante imprenditore Brianzolo, mi ha messo a dura prova!

Ho perso tanto di quel tempo per ribadire, durante gli incontri con i clienti, le mie convinzioni che con la metà, ci facevo 2 volte il giro del mondo a piedi!

Mi hanno rimbalzato tante di quelle volte al telefono da farsi venire il mal di testa.

Solo che, ad un certo punto questa storia del “sei giovane che cosa ne vuoi saperne di Finanza e di come fare impresa!” ha iniziato a starmi stretta. 

Le cose che pensavo le vedevo sotto i miei occhi tutti i giorni.

Ero giovane, ed inizialmente tutto questo andava bene.

Ma dopo 6/7 anni  le teorie che sostenevo -e che nessuno applicava -portavano ad un solo risultato:

Le Imprese iniziavano ad odiare -e dare la colpa delle loro sventure -sempre più alle banche.

Ho quindi inziato a chiedermi…

Vuoi vedere che forse se si continua a fare “alla vecchia maniera” le banche presto non finanzieranno più le imprese, ed io che vendo Garanzie per avere credito in pratica dovrò trovarmi un altro lavoro?!

Non mi sbagliavo.

Dopo oltre 4 anni dal mio mettermi in proprio e costituire la BILANCIO UTILE Srl, il Confidi per il quale lavoravo e’ fallito perché il mercato è semplicemente – come avevo percepito – crollato.

E la cosa buffa è che sono state proprio le difficoltà che ho vissuto alla fine di quello che definivo il periodo d’oro (quello in cui bastava andare in banca a chiedere 10 per avere 12) a darmi l’impulso giusto per studiare e creare un sistema nuovo e che funzionasse.  

C’era la CRISI e centinaia di aziende andavano a rotoli sotto i miei occhi mentre i rapporti con la loro banca si facevano man mano tesi e difficili. 

Per questo ho studiato ed applicato direttamente sul campo le tecniche per risolvere la questione.

Inizialmente per tentativi ma poi ho cominciato a segnarmi cosa servisse davvero, l’ho diviso per argomenti e grado di urgenza.

Ho dovuto riadattarlo alle continue modifiche che le logiche di Basilea ponevano per farlo funzionare.

E continuo a farlo ogni giorno visto il mutare di regole per l’accesso al credito che oggi scorrono veloci come un fiume in piena.

Il risultato è stata la creazione del Sistema Bilancio UTILE, un sistema di gestione del rapporto con le banche completamente ORIGINALE e completamente diverso da qualsiasi altro.

Un sistema di controllo professionale ed originale, testato e funzionante sulle PMI mie clienti.

Non è roba “riciclata” da altri corsi, perché il mio vissuto non si può copiare.

 

Nel mio settore ognuno è il più esperto, la sa più lunga degli altri e basta farti un giro su LinkedIn o partecipare ad un metting tra concorrenti per scoprirlo.

Tutti consulenti, CFO, esperti di Germania, Euro, ritorno alla Lira, Brexit.

Da loro ottieni ZERO risultati perché raccontano storie FANTASTICHE, le mani in azienda non se le sporcano mai e restano degli analitici, dei tecnici, dei teorici privi di casi reali.

In azienda questi Professori non li troverai MAI…

Il sistema BILANCIO UTILE che ho ideato, testato, e oggi applico nelle mie aziende – e che se sarai tra i partecipanti all’ EVENTO BILANCIO UTILE potrai vedere dal vivo – risolve i classici problemi con cui le Piccole e Medie Imprese si trovano a combattere tutti i santi giorni.

  • Rating che peggiora. Ma la tua impresa e’ la stessa da 30 anni!
  • Direttori di banca che non ti rispondono al telefono. E alla fine devi usare il numero anonimo per capire se il tuo interlocutore e’ ancora in quella filiale.
  • Gestori che ti dicono “le faremo sapere”. Ma che in realtà hanno già deciso che la tua azienda non merita la loro fiducia e dirtelo in faccia sarebbe troppo faticoso perchè aprirebbe una discussione che preferiscono evitare.
  • Consulenti che si spacciano per amici dei Direttori e promettono di risolvere i tuoi guai finanziari in 10 giorni. Ti fidi di loro e firmi (la tua condanna). 

Tassi che si alzano, affidamenti che si riducono, garanzie che non valgono più perché c’e’ la Crisi e il sistema è in difficoltà… 

Interlocutori banca poco educati che ti fanno perdere solo tanti soldi (e tanto tempo) senza concludere mai nulla tranne pressarti per avere il bilancio definitivo come prova per giustificare l’abbassamento del tuo rating.

Ma tornando all’argomento principale non puoi aver visto niente di quello che scoprirai sabato 14 settembre all’EVENTO BILANCIO UTILE.

Né all’interno di libri o manuali che hai studiato, né durante le conferenze GRATUITE offerte dalla tua associazione, né su materiale o VIDEO scaricati da internet.

Partecipare ti renderà consapevole di come funziona il mondo delle Banche come mai nessun altro corso ha mai fatto.

Questa è una promessa forte e me ne rendo conto.

Però se avrò la tua fiducia – puoi mettere una mano sul fuoco che non la tradirò – e non rimarrai deluso quando, a fine giornata, ti ricorderai delle parole che stai leggendo ora.

In un giorno ti consegnerò, chiavi in mano, un vero e proprio sistema di Gestione del rapporto con le banche.

Non un sistema qualunque.

E’ un sistema REPLICABILE, nel senso che lo puoi delegare ai tuoi collaboratori presenti e futuri e, da quel momento, sarà veramente difficile che le banche non lo apprezzino e non ti ascoltino.

Non ti chiedo altro.

Una giornata e un po’ d’attenzione per stringere tra le mani tutto ciò di cui hai bisogno (e che NON troverai da nessun’altra parte) per far schizzare così la tua impresa nella lista dei clienti desiderati dalle banche.

Sì, anche se c’è la crisi.

Sì, anche se il PIL non sale.

Si, senza ammazzarti di visite e telefonate in banca.

E ti dirò come fare il 14 settembre a MILANO.

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Ci vediamo a Milano.

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Un solo indicatore finanziario per capire se la tua azienda funziona.

In questo articolo ti voglio raccontare come, con un solo indicatore finanziario, puoi capire se banche ed investitori istituzionali vedono la tua azienda come un cliente IMPORTANTE da conservare gelosamente o come uno di cui sbarazzarsene.

Certo, hai capito benissimo!!!!

Un solo indicatore finanziario che puoi, leggendo fino in fondo questo articolo, costruirti con davanti a te una calcolatrice o meglio ancora un semplice foglio di excel.

  • Stop a tutte quelle analisi con 100 indici di natura patrimoniale, economica e finanziaria di cui non ne comprendi il significato.
  • Stop alla produzione di inutili business plan che raccontano che ogni anno crescerai del 30%.
  • Stop alla frequentazione di corsi di educazione finanziaria che si spacciano per essenziali per la tua sopravvivenza ma che ti rendono più confuso di prima.
  • Stop a tutte le consulenze farlocche da decine di migliaia di euro – che devono convincere le banche a darti soldi – (ma poi scopri non essere state da loro neanche lette). 

Un solo indicatore finanziario per sapere se OGGI sei dentro o fuori dal circuito del credito.

 

Prima di fare questo dobbiamo però fare un piccolo passo indietro e capire chi abbiamo di fronte.

 

Serve studiare l’avversario o il possibile partner finanziario per capire cosa passi per la sua testa e – senza inutili sforzi – fare breccia nel loro cuore.

In Italia – se vogliamo portare soldi in azienda – per il 90% si parla di banche.

Quando incontri una Banca, un Fondo o qualcuno a cui chiedere denaro per la tua impresa ti avranno detto che l’incontro è importante, certo.

Come ti presenti, cosa dici, quanto sei brillante e come il gestore che hai di fronte si dimostra sveglio e sorridente ha il suo peso.

Ma quest’ attività incide sul risultato positivo, sui soldi che otterrai in prestito, sul costo degli interessi che verrai a pagare solo di un 21%.

Certo, hai capito bene (e in questo caso sono anche stato di manica larga).

Gran parte del lavoro di preparazione al giorno X viene fatto mesi prima ed incide sul risultato finale per un 45% mentre il successivo mantenimento delle condizioni ottenute necessita di molta cura ed attenzione ed incide per il restante 35%.

  1. Per questo dico che chi ti offre al primo appuntamento risultati immediati per la tua impresa ti sta truffando.
  2. Per questo sostengo spesso che presentare la tua azienda ad una banca e portarsi a casa le provvigioni senza un minimo di analisi alla base non e’ un lavoro (e NON deve essere per questo pagato).
  3. Per questo sostengo che presi i soldi dalla banca il gioco non è MAI finito.

 

 

Se trascuri il rapporto con il tuo investitore presto subirai quello che stanno subendo le aziende che io definisco finanziariamente distratte:

  • tassi aumentati
  • garanzie accessorie richieste in corsa e ad integrazione
  • fidi revocati senza che tu apparentemente abbia fatto nulla

Sono queste quelle aziende che pensano che solo con il sudore e tanto lavoro si possano ottenere risultati senza la minima pianificazione finanziaria.Spesso l’alto prezzo che pagano – coinvolge e segna PER SEMPRE – anche la sfera personale dei loro fondatori.

 

Ma tornando allo studio di chi abbiamo di fronte – LE nostre amate BANCHE – diventa importante ricordare che sul sistema italiano, dal quale ricordo dipendono le sorti di tante nostre PMI, le accuse di mala gestione sono varie:

  1. Hanno comprato titoli tossici,
  2. Hanno rivenduto ad altri titoli tossici
  3. La qualità del credito garantita negli ultimi anni è stata uno sfacelo.

Grazie infatti ai soldi concessi “all’acqua di rose” sono emersi nei loro conti ENORMI problemi che gli economisti chiamano NPL.

Si tratta di crediti che le banche hanno in pancia e per i quali la riscossione è incerta sia in termini di rispetto della scadenza che ammontare dell’esposizione.

Le banche hanno crediti che probabilmente mai incasseranno ma ci sarà una soluzione?

Certo. Li andiamo a cartolarizzare!!!

Che significa?

La cartolarizzazione è la cessione di crediti di una società (solitamente una banca) definita tecnicamente originator, attraverso cui si costruiscono emissioni con la trasformazione del credito (securitization) in titoli obbligazionari, che sono poi collocati presso il pubblico.

In sostanza con la cartolarizzazione il rischio di credito viene trasferito dalla banca agli obbligazionisti.

Sono 27 i miliardi che MPS vuole cartolarizzare.

La più grande cartolarizzazione della storia.

 

Ma come hanno fatto questi crediti a diventare NPL?

 

Beh… se sei una banca e finanzi Cooperative, aziende come la Tirrenia, il Manifesto che non sono certo perle finanziarie (magari dietro un compenso ricevuto sotto banco da amici degli amici) il gioco è presto fatto.

E non possiamo mica addossare tutta la responsabilità al dipendente che ha deliberato!

Che sia stato il Direttore Generale o l’ultima ruota del carro a concedere soldi allegramente che importa?

Lui alle 17 stacca e la banca alla fine non è mica sua, o sbaglio?!

Come avrai compreso la cartolarizzazione non è soluzione ma solo uno spostamento del problema da un parte verso un’altra.

 

Il vero modo per riparare a questo strappo – ed evitare che si ripeta – è quello di introdurre maggiori controlli ed una normativa rigorosa sulla concessione del credito.

 

E quindi di chi è il problema?

Su chi incideranno queste NUOVE e rigide regole ?

Non certo delle banche.

Il problema è (e sarà) soprattuto delle aziende che in fretta e furia dovranno adeguarsi al feroce cambiamento ed inasprimento delle regole.

Bene…

Come anticipato all’inizio di questo articolo voglio farti capire come comprendere queste nuove regole non sia poi così difficile.

Devi pazientare perchè manca però  un ultimo tassello del puzzle necessario alla tua comprensione.

 

Finora abbiamo della banca (con la quale ricordo dobbiamo come Impresa sempre confrontarci) solo affrontato i problemi di natura patrimoniale (i crediti deteriorati si trovano li) ma non quelli di natura economica!!!

Ma anche il conto economico (ricavi meno costi) delle banche merita ENORME attenzione.

 

E’ arrivato il momento di capire i suoi numeri – visto che loro hanno sempre fatto le pulci sui tuoi – e prendersi questa piccola rivincita.

Quando ti diranno che il tuo rating è sceso potrai controbattere domandando per esempio che fine ha fatto il loro?!

Se non vuoi perderti questa occasione continua nella lettura. 

I margini d’interesse delle banche oggi sono ridotti ai minimi termini.

Perchè?!

  • Se deposito i soldi in BCE prendo MENO dello 0,4%.
  • I titoli di Stato (tedeschi) sono negativi e i nostri non fanno molto meglio.

Le obbligazioni societarie cosa offrono invece?

Nulla o quasi nulla.

La NESTLE’ è stata la prima società nella storia ad aver emesso un’ obbligazione a tasso negativo.
Rendimento : -0,004%.

 

 

Nel mondo del credito i guadagni sono risicati e le filiali non hanno più senso di esistere.

Oggi fai tutto on-line.

Una recente statistica dice che l’età media di chi va in filiale è 57 anni.

Ma quindi tra 10 anni chi trovo in filiale?
Nessuno…
Le filiali avranno la stessa sorte delle cabine telefoniche, la stessa di Blockbuster.

Che te ne fai delle filiali che mangiano costi fissi ogni giorno?

Barclays ha pagato CHE BANCA per prendersi le sue filiali in gestione.

Ripeto:

Barclays ha pagato CHE BANCA per prendersi le sue filiali in gestione.

Suona strano vero?!

Ad aiutarci arriva poi la Fintech.
Una trasformazione digitale che travolge le banche e i suoi innumerevoli costi fissi.

Il bancomat sparirà.
Blockchain e Roboadvisor il futuro..

Chi se ne frega del circuito Maestro.

E tutte le nuove commissioni sulla MONETICA chi se le prende?
I nuovi operatori non certo le banche.

Facebook la capofila, seguono Apple e Google.

 


Ho ultimamente provato per miei clienti nuovi operatori finanziari che ti rispondono in 3 giorni via Skype.

Acquistano le tue fatture al 90% e in 48 ore hai i soldi sul conto.
Altro che rivolgersi alle banche…

Delibera, documenti, istruttoria, firme, incontri, responsabile crediti, le faremo sapere, servono garanzie, manca l’ok del Fondo centrale, il Confidi è fallito nel frattempo, aspettiamo il provvisorio, il deliberante è in ferie, ecc, ecc

per poi, dopo 4 mesi, prendere un NO.

E allora in mezzo a tutto questo cosa rimane per alimentare i ricavi delle banche?

Rimangono le aziende…

Ma se tutti vanno sulle aziende e sui privati lo spazio d’azione diventa un piccolo acquario con dentro enormi squali disposti a scannarsi a colpi di spread. 

 

 

Perché oggi gli spread sono da prefisso telefonico.

Oggi in banca – se non lo sai – ci sono grosse opportunità per i clienti buoni.
E’ OGGI il miglior momento della Storia per fare provvista di denaro.

C’e’ una guerra sullo Spread e sul mutuo mai fatta prima.

Vieni da me…fai la surroga…non ci sono penali…chiudi il mutuo e traslochi dalla tua vecchia banca alla mia senza penali.

In macchina stavo svenendo quando ho sentito alla radio una banca che offriva un mutuo dove per i primi 2 anni non paghi nulla.

2 anni di pazza gioia..poi arrivano le rate e se ti sei dato alla pazza gioia che succede?!

 

Ma ATTENZIONE che in questo posto affollato di operatori finanziari gli stessi devono essere più bravi a fare qualità del credito.

E chi controlla che questo avvenga?

 

L’ASSET QUALITY REVIEW.

L’Asset Quality Review, ovvero la revisione della qualità degli attivi delle banche tramite un vero e proprio check-up sui loro bilanci…

Banca d’Italia su banche minori o la BCE sulle grandi banche spulceranno al centesimo i loro crediti.

Ed ecco la novità che può davvero interessarti.

Sapete come verificare se un cliente, un credito, un attivo in bilancio di una banca è buono o no?

I controllori certificati a livello Europeo (si chiamano Regulators) chiederanno alle banche di monitorare i dati finanziari dei propri clienti.

FINALITà: Ai fini della capacità di un’impresa di essere un buon cliente in grado di gestire le eventuali criticità bisogna decidere se un’azienda è gone to concern o going to concern.

Cosa vuole dire?

Facciamo un po’ di coniugazione della lingua inglese.

GONE: Participio passato del verbo andare. Andato, morto (che magari cammina ancora per pochi passi). Azienda GONE TO CONCERT

I’AM GOING : Present Continuous. Serve per descrivere un’ azione futura programmata e pianificata. Ho futuro. Azienda GOING TO CONCERT

La sorpresa è che per definire da quale parte stai per una banca l’indicatore finanziario interessato è uno e UNO solo.

L’indicatore finanziario che la BCE ha trasferito alle banche per decidere se un cliente è Performing o non Performing.

PS: E attenzione non sto parlando di un cliente che sconfina, non paga, fa ritardi.

Il cliente può essere Non Performing anche in una situazione che non da apparentemente segnali perché – l’esperienza oggi ci insegna – che quando arrivano i segnali è troppo tardi!!!

Oggi la prudenza è talmente alta che le banche vogliono fermarsi prima.

L’indicatore finanziario che ci aiuta a monitorare e prevenire che il cliente diventi CRITICO è il Debt Service Coverage Ratio.

Sono diverse le formule in circolazione ma questa è quella più semplice e che preferisco.

 

 

Come Costruirlo?

 

Al numeratore avremo per il periodo interessato:

EBITDA o MOL (ricavi meno costi da CONTO ECONOMICO)

Somma delle rate dei leasing pagate nel periodo di riferimento. 

 

Questo perchè il nostro bilancio è molto strano.

Il leasing non è contabilizzato come un debito con il suo relativo cespite ma vissuto come un costo d’ esercizio;allora dobbiamo aggiungerlo visto che nel nostro MOL è stato così contabilizzato. Lo risommiamo e neutralizziamo così il suo effetto.

A questo aggiungiamo la variazione del circolante.

Il Capitale Circolante Netto è un margine di natura patrimoniale costituito dalla differenza tra le Attività Correnti meno le Passività Correnti, in altri termini da (Rimanenze + Liquidità Immediate + Crediti a Breve Termine) meno (Debiti Finanziari + Debiti a Breve Termine).

Per avere la variazione servono 2 intervalli di riferimento (di solito 2 bilanci).

Per capirci:

Se il CCN dal periodo T-1 al periodo T è cresciuto la differenza assorbe liquidità (segno negativo).

Se il CCN dal periodo T-1 al periodo T si è ridotto la differenza libera liquidità (segno positivo).

 

 

PS: sono stato molto svelto nelle conclusioni ma se vuoi approfondire tale aspetto ti consiglio un libro scritto dagli amici di Infinance Michele Giorni e Ivan Fogliata ” Il profitto è un’opinione la cassa è un fatto”.

Questo costruito al numeratore è un indice di redditività operativa puro (visto che non ci sono gli investimenti straordinari) dal quale togliamo alla fine le tasse.

Perché le tasse vanno considerate nella nostra programmazione. 

Conosci per caso aziende che non hanno fatto questa riflessione ed alla fine le incontri e mortificate ti dicono:

Che dovevo fare? C’era la crisi e/o pagavo i dipendenti o pagavo le tasse?!

Io ne incontro molte, anzi troppe per i miei gusti e sul mio Canale YouTube trovi testimonianze a riguardo.

 

Tornando a noi ecco nel caso specifico cosa mi interessa farti capire…

Tutte le altre formule che usano ad occhio nudo altri operatori per calcolare i flussi di cassa sono sbagliate.

Non servono a molto.

Se avessimo usato come indicatore finanziario il solo Margine Operativo Lordo saremmo stati troppo approssimativi.

Il MOL non è un flusso di cassa perchè non ha una variazione patrimoniale vicino.

Per capirci…

Se aumento il fatturato il MOL cresce ma se i crediti non si trasformano in denaro (visto che i clienti non mi pagano) con cosa pago le rate del mutuo? 

Ecco la regola da stampare nella pietra:

Non puoi non usare una variazione patrimoniale se parli di flussi di cassa.

 

Quindi l’indice che abbiamo al numeratore mi dimostra che l’azienda genera flussi di cassa.

Perché è questo lo scopo di un’azienda ricordi?

Lo scopo di un’ azienda è generare flussi di cassa…soldi.

Non esistono altre finalità nobili.

E cosa deve fare questo flusso di cassa per essere sicuro che la mia azienda vada bene nel prossimo futuro?

Deve coprire (il mio denominatore) definito servizio del debito annuo (inclusi i leasing)!!!

Deve saper pagare appieno tutti i miei debiti.

L’azienda produce un flusso di cassa che è maggiore del debito di quote capitale, interessi dei miei finanziamenti (piu’ leasing).

Il Debt Service Coverage Ratio e’ uno e uno solo ma importantissimo indicatore finanziario che dimostra EQUILIBRIO.

E’ talmente usato che la BCE lo ha fatto diventare una regola.

La BCE riguardo al Debt Service Coverage Ratio dice che:

Se l’indice è superiore a 1,1 e quindi tu produci un Cash Flow del 110% superiore ai tuoi impegni – hai un margine del 10% di sicurezza – allora va bene.

Da li in su tutto quello che arriva è buono.

Se è sotto questo valore:

  • anche il cliente buono in centrale rischi,
  • che paga tutti
  • e ha sempre fatto così

diventa Impairment Trigger (futuro e molto possibile credito deteriorato).

 

DEVI quindi come banca RICONSIDERARE IL CLIENTE ANCHE SE STA PAGANDO TUTTO.

CON Debt Service Coverage Ratio = 1 il cliente PAGA TUTTO, vero.

Ma non NON BASTA!!

E allora quando questo valore scende a questi livelli al gestore banca si accende una lucetta rossa nel suo pc e deve chiamare il cliente e correre subito in azienda per CAPIRE COSA SUCCEDE.

E se non trovi spiegazioni valide (o riserve di liquidità straordinarie in azienda) la regola è quella di ridurre subito il credito con questo cliente facendoti rimborsare alla svelta (prima che lo facciano altre banche o altri creditori).

Ecco cosa succede oggi in banca.

Ecco uno (non il solo) dei motivi per cui il tuo credito concesso anni fa con estrema facilità dalla banche oggi deve essere revocato.

 

Scaricarti OGGI prima che tu diventi futuro problema domani resta la soluzione migliore per la banca.

Non ci sono se, non ci sono ma.

 

Ma quindi per evitare tutto questo cosa puoi fare come azienda?

Prima di far uscire un bilancino e mandarlo serenamente in banca o depositare il definitivo fare ASSOLUTAMENTE queste verifiche.

L’azienda perfetta maneggia i dati tutto l’anno, li rielabora sapendo che le sistematine dell’ultimo minuto – fatte dal tuo ragioniere di fiducia – non bastano.

Manipolare il Debt Service Coverage Ratio con il commercialista di fiducia non è possibile.

Se maneggi a occhio nudo il tuo bilancio e – per farlo sembrare più bello – aumenti il MOL usando il magazzino (ovvero quel cuscinetto usato fino a ieri dai commercialisti per gli aggiustamenti  di fine anno) nel Debt Service Coverage Ratio questa variazione viene in termini di liquidità disponibile – come è giusto che sia – riassorbita della variazione del circolante.

Maneggiare la cassa è difficile…

A Parma qualche anno fa ci sono riusciti ma è una triste storia che non rientra tra quelle che amo raccontare.

Secondo BCE ……

se il Debt Service Coverage Ratio è pari a 1 si verificherà presto una difficoltà finanziaria e allora giusto ridurre il credito disponibile.

Una buona attenzione su questo dato mi permette di capire prima di andare in banca se posso chiedere denaro, quanto e perché.

Un unico indice finanziario che puoi farti in casa avendo davanti un foglio di excel o una calcolatrice.

Tutti i gestori e responsabili crediti delle banche lavorano oggi con questo strumento sotto mano.

Errore GRAVE pensare che altri operatori finanziari che magari non fanno parte del circuito banca ragionino diversamente.

Loro sono dal punto di vista analisi anche peggio.

 

Ora puoi decidere che queste informazioni non siano per te importanti e aspettare la chiamata della banca volta a rivedere il vostro rapporto o puoi rimboccarti le maniche, smettere di guardarti le punte delle scarpe e dimostrare che hai capito:

  • le nuove regole che muovono oggi il credito.
  • che non c’e’ mai stato nella Storia un momento così favorevole per scontare condizioni d’accesso al credito positive
  • che come ogni sport che si rispetti – dietro ai 90 minuti dove ti giochi tutto – c’e’ tanto allenamento, sudore oltre che una strategia.

Se vuoi conoscere a fondo come fare lascia i tuoi recapiti a questo link.

https://bilancioutile.com/contatti/

Sarai richiamato e potrai finalmente conoscere cosa si nasconde dietro il Metodo BILANCIO UTILE.

– Non è una ricetta magica che risolve tutto in 15 giorni.

– Non è un pass per avere soldi subito.

e un metodo sano e valido per avere futuro, piu’ soldi e alle migliori condizioni da banche ed investitori istituzionali.

Grazie per aver letto fin qui il mio articolo.

A presto e Buon futuro.

PS: Se l’articolo ti è piaciuto non dimenticarti di lasciare il tuo commento in fondo alla pagina.

 

 

 

 

QUIZ IMMEDIATO – BILANCIO UTILE O INUTILE?!

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EVITA CHE LA TUA IMPRESA CADA NEL TUNNEL DELLA “FINANZA KILLER” SMASCHERANDO DA SUBITO I CONSULENTI PUSHER

 

Questa settimana è stata decisiva per scrivere il mio nuovo articolo perché per ben 2 volte sono stato trattato come un consulente generalista al quale proporre un contratto per reperire quella che definisco Finanza Killer.

Sono consapevole che, come per molti avvocati o commercialisti, oggi anche il lavoro del consulente aziendale sia certamente molto inflazionato.

In giro, me lo confermano gli stessi imprenditori che incontro, ci sono davvero tanti consulenti più o meno qualificati.

La concorrenza è sfrenata.

Molti di questi – che tu sia imprenditore, consulente medesimo, commercialista o avvocato – ti avranno certamente contattato via telefono, tramite email o (per i più moderni) usando i social.  

Si mostrano da subito affabili, disponibili e per dirla tutta sono alla fine semplicemente alla ricerca delle giuste relazioni.

Sembrano infatti a prima vista molto carichi e disposti a tutto pur di poter incontrare un potenziale e nuovo cliente.

Il loro SCOPO è solo quello.

Contattarti per condividere quello che è un tuo cliente.

E non ci sarebbe nulla di male.

Anzi – se la tua e la sua attività sono complementari – si potrebbe fare davvero del bene.

Ma ATTENZIONE…

Stai certo che nel momento in cui LORO incontrano i tuoi (o nuovi e potenziali) clienti non se li fanno di certo scappare facilmente.

Lavorano per questo e sono molto più bravi del sottoscritto.

Inizialmente fanno scudo sulla nuova preda per tenere alla larga la concorrenza e dopo una serie di inanellabili promesse da marinaio raccolgono – molto spesso e al PRIMO incontro – il contratto di consulenza.

Fino a questo livello sono dei veri fenomeni.

Giuro che su questo aspetto provo davvero molta invidia nei loro confronti.

Finanza Killer

 

Ma come fanno ad essere così bravi?

Quali tecniche usano?

Io ci ho messo un po’ a capirlo…

Li ho studiati negli anni da lontano e – dopo numerose prove – ne ho ora scoperto i trucchi. 

Truffare è molto più semplice.

Non c’è partita amico.

Cosa Intendo?!

Mentre un consulente SERIO ti mette davanti alla realtà dei fatti (che per te può sembrare scomoda) UNO che deve sbarcare il lunario – e non vuole certo perdersi l’occasione di scucire a qualcuno dei  soldi – è disposto a TUTTO.

Perfino a raccontarti una marea di infinite bugie da far arrossire Pinocchio proponendo poi spesso – come suo cavallo di battaglia – la Finanza Killer. 

E le bugie unite alla Finanza Killer fanno seri danni.

Normalmente dopo i primi convenevoli post-firma del contratto i nodi arrivano SUBITO al pettine.

  • Scarsa qualità del servizio
  • Tempi d’esecuzione dei lavori richiesti INFINITI
  • Mancanza di risposte

Il colpo di coda -per situazioni come questa- prevede il medesimo finale.

  1. Telefoni spenti
  2. Promesse rimandate
  3. Incazzature
  4. Scuse su scuse
  5. Costi aziendali sostenuti sulla base di progetti irrealizzati
  6. Minaccie

Finché normalmente l’imprenditore esausto si arrende e torna al suo lavoro cercando di dimenticare quanto prima soldi e tempo perso in questo incontro.

Tornare su questi imprenditori ho sempre pensato fosse DIFFICILE ma – proprio per questo – NON HO MAI smesso di credere che solo lavorando seriamente si potesse FARSI UN NOME proponendosi come “ il ragazzo o consulente di cui fidarsi e che mantiene quello che dice ”.

La storia di consulenti spariti nella steppa con i soldi dei clienti l’ho sentita troppe volte e ho sempre pensato che prima o poi questa emorragia fosse destinata ad estinguersi.

Ma mi sbagliavo…

E ora – se vuoi continuare nella lettura – ti racconto il perché.

Come ti dicevo la scorsa settimana ho incontrato 2 clienti che hanno problemi finanziari.

Nel senso che non li hanno solo loro ma, raccontarti quanto accadutomi, ti basta per capire dove sia davvero il nocciolo della questione.


Il PRIMO erano diversi anni che non andavo a trovarlo.

Lo ricordavo ancora dai tempi in cui lo seguivo come account Eurofidi.

Un’azienda sana, con dipendenti e fatturato da far invidia.

Il modello d’imprenditore che mi vantavo in giro tanto conoscere.

All’interno di questa azienda le spese venivano sostenute senza troppi fronzoli e anche se le banche erodevano gran parte dei margini questo non era mai stato visto come un problema.

Vede Tescari con le banche ci dobbiamo lavorare

mi veniva detto ed il conto economico (alla voce oneri finanziari) lo faceva ben intendere.

Dopo oltre 4 anni mi presento per una visita di cortesia con la mia nuova veste Bilancio Utile.

Da fuori l’azienda è la medesima anche se stranamente trovo parcheggio.

“Sarà l’orario” mi dico?!

Devi infatti sapere che in passato quando andavo in visita presso questa azienda era sempre molto difficile trovare parcheggio tanto che spesso – dopo aver fatto circa 10 minuti di ronda – chiamavo al telefono la Sig.ra Francesca del centralino e mi facevo sempre autorizzare il parcheggio riservato al titolare.

Questa volta – senza telefonata – parcheggio e salgo come al solito al primo piano.

La simpaticissima Sig.ra Francesca non c’e’ più (come del resto la musichetta di sottofondo che un tempo si udiva entrando) e un sesto senso mi tiene dal chiederne il motivo.

Solita sala riunioni, attesa e finalmente incontro il Sig. Stefano.

Bastano 2 minuti di orologio per, finiti i sorrisi di circostanza,capire che quello che ho di fronte non è più l’imprenditore che un tempo mi vantavo di conoscere ma una persona oggi completamente svuotata.

Mi racconta – nella stessa sale dove fino a qualche anno fa concludevamo operazioni per milioni di Euro – di essere stanco e molto stufo.

In sintesi mi racconta che:

  1. Che con le banche ormai ha perso la speranza – i fidi sono di anno in anno in riduzione e revoca
  2. Che ha dovuto diminuire come conseguenza i costi – licenziando circa 12 persone nell’ultimo anno.
  3. Che le persone vicine a lui se ne sono via via andate – non ultime la brava segretaria che teneva le fila del rapporto con le banche e la centralinista Francesca .

Ho trovato a distanza di 4 anni un uomo affranto e completamente privo di energie.


Il secondo incontro è invece più forte come evento se lo raccontiamo.

Questo è un cliente che ha rischiato davvero grosso.

Vicino al fallimento ha bruciato centinaia di migliaia di Euro negli ultimi anni semplicemente perché ha commesso una serie di errori irripetibili.

Anche lui lo incontro dopo diversi anni.

L’ultima volta che lo avevo lasciato fatturava circa 70 MILIONI di Euro (e sono convinto che un buon 5% riuscisse a portarseli a casa ogni anno).

Oggi scopro che è nei casini fino al collo.

Le banche gli hanno revocato i fidi dall’oggi al domani.

Lui inizialmente non avendo un piano B si è fidato cercando di tamponare il tutto spendendo tutta la liquidità che aveva in azienda per scoprire – dopo 2 mesi dal primo evento – che una banca lo aveva segnalato a sofferenza in Centrale rischi.

Gli altri Istituti appena visualizzata questa segnalazione non hanno voluto sentire storie e hanno dato il via a quello che io chiamo in termine tecnico “l’inizio della fine.”

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E aiutare OGGI il mio amico imprenditore che mi chiama dopo oltre un anno dal primo segnale è davvero impossibile.

 

Ma che cosa hanno in comune questi 2 imprenditori?

Entrambi, in un momento di difficoltà comune come l’attuale Credit Crunch, si sono affidati ad una serie di “PROFESSIONISTI” da far invidia a Wanna Marchi e il Mago Do Nascimento.

  • Chi ha proposto l’anatocismo – senza sapere che come prassi può andar bene solo se sei fallito
  • Chi si è fatto pagare il 7% per trovare della nuova liquidità (o Finanza Killer) – che significa guadagnare su 500.000 Euro circa 35.000 Euro perché abbiamo presentato (NON SCHERZO SUCCEDE davvero!!!) una nuova banca al nostro imprenditore.
  • Chi ha proposto operazioni di FANTAFINANZA su piattaforme inesistenti-  portandosi a casa altri 20/30.000 Euro di consulenza per uno studio di fattibilità inutile.

Nessuno ha spiegato a questi 2 imprenditori che siamo tornati all’anno zero.

La finanza OGGI, come è giusto che sia, si fa con gli attivi e non con i passivi.

Cosa intendo?

Te lo spiego in 4 regole fondamentali

REGOLA UNO

Che gli impegni per il servizio del debito devono corrispondere al massimo al Flusso di Cassa operativo al netto delle imposte producibili dall’impresa.

Devo in parole povere essere in grado da solo di ripagare i miei debiti.

In caso contrario creo i presupposti per far attingere l’impresa da altri finanziatori “impropri” quali fisco,fornitori, istituti previdenziali.

 

 

REGOLA DUE

Che quindi l’importo del mio debito di lungo periodo massimo deve corrisponde al massimo all’ammortare degli investimenti di lungo periodo in essere (C.I.N).

Se così non fosse (lo vedi nel grafico) di fatto sto finanziando perdite!

Finanza Killer

 

 

REGOLA TRE

Che la durata del passivo deve essere inferiore alla durata degli attivi.

Si pensi ad un’impresa che possegga un solo macchinario e che presenti problemi di sostenibilità del leasing a 5 anni sul macchinario. Fatti i conti il consiglio da dare a prima vista è quello che potrebbe sostenere il leasing allungandolo di 3 anni.

Il macchinario all’anno 7 non esiste più ma il relativo debito sì.

Durata economica del bene

PS: Secondo la tua esperienza qualcuno in questi casi si chiede MAI come si possono produrre i redditi per chiudere l’operazione?

 

 

REGOLA QUATTRO

La qualità” degli attivi è fondamentale nella scelta della tipologia dei passivi.

Mi spiego meglio…

Se tu potessi registrare un guadagno da un investimento che hai individuato lo lasceresti a qualcun’altro?

Domanda stupida, vero?

E chi vorrebbe invece diventare proprietari di un macchinario dopo che per 7 anni ha lavorato al massimo regime per 16 ore al giorno?

Anche questa sembra una domanda stupida ma nella realtà succede SEMPRE il contrario

Il principio è che se l’attivo che finanzio si svaluta nel tempo non dovrebbe esserci interesse a diventarne proprietario.

Al contrario se il bene tende a rivalutarsi è importante che resti nel controllo della mia sfera giuridica.

 

E invece cosa succede oggi?

Si riscatta il leasing sul capannone che nessuno mai sarà disposto a comprare.

 

Nessuno dei consulenti che hanno seguito queste aziende si è MAI chiesto una sola delle obiezioni mostrate finora.

Hanno MUNTO (termine figurativo molto adatto) finché potevano senza rispettare le regole del debito.

E come tutte le regole non rispettate arriva prima o poi il conto.

Il denaro raccolto in un momento di crisi di liquidità tramite altro debito (che è stato lautamente pagato visto che questi consulenti si prendono percentuali da capogiro) ha un difetto:

Copre tutti i problemi (le famose tensioni di liquidità).

Ma se il problema alla base delle tensioni di liquidità non è stato affrontato stai certo che si ripresenterà e normalmente con dimensioni non rimediabili.

Apro si oggi un finanziamento ⇒ Rinvio il problema

Ma se non mi finanzio con gli ATTIVI 

Apro si oggi un finanziamento ⇒ Rinvio il problema ⇒ I nodi tornano la pettine e in forma irrimediabile. 

Mi sto in termine tecnico suicidando con il debito e la finanza Killer!!!

Ma dei miei 2 incontri sapete cosa è successo?

Nulla.

Semplicemente perché, sembra strano, ma i 2 imprenditori mi hanno offerto un contratto a provvigioni per trovare delle nuove banche.

Non hanno capito quello che cercavo a loro di spiegare.

Colpa mia dirai?

No caro mio…la colpa ha nome e cognome e si chiama Dissonanza cognitiva.

Nel momento in cui cercavo di proporre le mie soluzioni nasceva nei miei potenziali clienti quella che è definita la tendenza a rifiutare un fatto o un’informazione che risulta in conflitto con le loro idee preconcette.

Non mi ascoltavano.

E hanno pensato io fossi uno degli altri consulenti trovati sulla loro strada magari e solo con una parlantina un po’ più dinamica o con più amici in banca grazie al mio precedente lavoro.

Ecco le altre cose che hanno in comune questi 2 imprenditori che nella settimana dal 16 al 20 di gennaio 2017 ho incontrato sulla mia strada.

  • Non ascoltano
  • Preferiscono circondarsi di persone che sostengano il loro convincimento anche se sbagliato
  • Presto chiuderanno

E sapete perché?

Perché senza saperlo hanno smesso di CREDERCI e quando chiuderanno si sono comunque nel frattempo costruiti l’alibi per stare e sentirsi meglio.

Già li sento…

 

Ho fatto di tutto e mi ero persino affidato ad un PULL di specialisti ma le banche, le tasse ad un certo punto mi hanno rovinato

E no vecchio mio…non è proprio così.

Ricordati tra le cose che un pomeriggio di gennaio hai avuto davanti ad uno scoglio la possibilità di virare ma hai preferito ascoltare quelle che erano le TUE e più comode verità.

Ecco cosa hanno in comune questi – e troppi – imprenditori oggi.

Ecco perché la piaga del consulente tuttofare e della suo modo di fare Finanza KILLER non si estinguerà MAI.

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Buon futuro.

 

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