DL LIquidità. PMI schiave o aiutate dalle banche? 

DL Liquidità. PMI schiave o aiutate dalle banche? 

Ieri è stato approvato il dl liquidità che dà sostegno per 400 miliardi alle piccole, medie e grandi imprese sul territorio nazionale in tempi di crisi economica da coronavirus.

Il popolo di esperti su Facebook si è già scatenato in merito sentenziando che:

  • In Germania i fondi a disposizione delle aziende sono a fondo perduto e 5 volte superiori ai nostri (ma loro non pagano i debiti di guerra),
  • In Svizzera basta compilare un solo modulo (e i soldi te li portano al tavolo insieme ad una barretta di cioccolato fondente),
  • Ci stanno fregando perché questo che le banche offrono non è aiuto di Stato ma debito (e dovremmo magari anche restituirlo),
  • Se ci fosse ancora la Lira stampavamo moneta e invece ci hanno tolto la sovranità (e adesso vogliono comprarci il Colosseo messo all’asta).

Al dì la di queste panzane, che possono anche in parte nascondere delle sottili verità, se mi conosci sai che cerco sempre di accantonare le polemiche sterili e concentrarmi sul quello che di VERO e CONCRETO si può fare se hai una PMI.

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha definito questa manovra “un vero e proprio bazooka di liquidità che porta a più di 750 miliardi il credito mobilitato”. Ora questa definizione mi sembra un po’ eccessiva.

Vero che la liquidità messa sul piatto non è poca ma forse questo Ministro non conosce la differenza tra plafond stanziato e plafond erogato.

Un po’ come l’imprenditore che si vanta del fatturato in crescita senza capire che, finché non lo incassa e il lavoro si trasforma in soldi, la partita non è per niente vinta.

Dal dire al fare c’è di mezzo il mare.

La garanzia dello Stato che copre l’80% dei finanziamenti destinati alle Piccole e medie imprese esiste da sempre.

Plafond dedicati, strumenti di finanza agevolata, sospensione delle rate dei finanziamenti, per chi fa il mio lavoro, non sono una grande novità.

Il vero scoglio, e penso succeda anche questa volta, è sempre uno solo:

ANDARE IN BANCA E FARSELI DARE (QUESTI BENEDETTI SOLDI).

Quindi di fatto cosa cambia rispetto al passato con questo nuovo decreto?

Vediamolo nel dettaglio.

 

Garanzia di Stato attraverso Sace.


Le misure adottate prevedono garanzie da parte dello Stato per 200 miliardi, concesse attraverso Sace in favore di banche che effettuino finanziamenti alle imprese di ogni dimensione. In particolare, la garanzia coprirà tra il 70% e il 90% dell’importo finanziato, a seconda delle dimensioni dell’impresa, ed è subordinata a una serie di condizioni tra le quali l’impossibilità di distribuzione dei dividendi da parte dell’impresa beneficiaria per i successivi dodici mesi e la necessaria destinazione del finanziamento per sostenere spese ad attività produttive localizzate in Italia. Possiamo tranquillamente dire che la garanzia al 90% copre gran parte delle nostre piccole e medie imprese visto che il limite per l’abbassamento tocca aziende con più di 5000 Dipendenti e fatturato inferiore a 1,5 miliardi di Euro.

ATTENZIONE: L’importo della garanzia non potrà superare il 25% del fatturato registrato nel 2019 o il doppio del costo del personale sostenuto dall’azienda.

Questa misura prevede per le Piccole e medie imprese, anche individuali o Partite Iva, 30 miliardi di plafond ma, l’accesso alla garanzia rilasciata da Sace, sarà subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.

Considerando che il valore medio di garanzia che il Fondo Centrale di Garanzia rilasciava per partita iva ammontava a 2,5 milioni di Euro possiamo tranquillamente sostenere che questo plafond interesserà grandi aziende (e saranno le stesse banche ad indirizzarle o no su questo plafond).

 

Fondo centrale di garanzia per le Pmi.

Più interessante risulta invece il plafond del Fondo Centrale, strumento usato dalle banche (e che esiste ormai da oltre 20 anni) per il quale viene disposto un ulteriore potenziamento.

In questo caso i distingui vengono fatti in funzione dell’importo richiesto.

Sono infatti ammessi al Fondo con copertura al 100%, e senza procedura di valutazione da parte del medesimo, i nuovi finanziamenti di durata massima di 6 anni a favore di PMI e piccoli professionisti, per un importo massimo di 25.000 euro e comunque non superiore al 25% dei ricavi del beneficiario; il rimborso del capitale non decorre prima di 18 mesi dall’erogazione del prestito.

Il Fondo può ora concedere garanzie a titolo gratuito fino a un importo massimo di 5 milioni di euro anche alle imprese con numero di dipendenti inferiore a 499. L’estensione è quindi verso un plafond raddoppiato (prima la cifra massima era 2,5 milioni per P. Iva) e il limite dei dipendenti (che prima era quello definito all’interno della definizione di PMI ovvero 250 dipendenti).

La garanzia del fondo stesso è pari al 90% dell’importo mentre ultimamente, e in condizioni ordinarie, era stata ridotta al 60% in funzione del rating positivo dell’azienda e della finalità della richiesta.

Infine, per le imprese con ricavi fino a 3,2 milioni di euro, la garanzia concessa dal Fondo al 90% può essere cumulata con un’altra garanzia di un terzo soggetto, per ottenere prestiti con una garanzia del 100% su finanziamenti di importo massimo di 800.000 euro (e comunque non superiori al 25% dei ricavi del beneficiario).

Il Fondo – già ampliato dal decreto ‘Cura Italia’ (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18) con 1,5 miliardi di euro – completa così la sua trasformazione in strumento a supporto della piccola e media impresa, a tutela di imprenditori, artigiani, autonomi e professionisti, nonché a salvaguardia dell’export e di tutti quei settori che costituiscono con le eccellenze del Made in Italy.

È inoltre previsto un forte snellimento delle procedure burocratiche per accedere alle garanzie concesse dal Fondo.

Questa non è notizia di poco conto dato che fino a ieri il vero limite dell’accesso al credito utilizzando questi mitigatori (Sace e FCG) erano proprio i tempi di perfezionamento che in alcuni casi superavano i 2 mesi di tempo.

Altro aspetto da tenere presente è che tale garanzia deve essere fornita GRATUITAMENTE.

Significa che la banca non deve farvi pagare, spesso succede attraverso altri soggetti giuridici, alcun importo per la richiesta di garanzia al Fondo Centrale.

Insistete su questo argomento e, se vedete che la banca non molla l’osso, CAMBIATE banca e cercatene una che procede all’accesso diretto al FCG senza intermediazione.

In alcuni casi infatti le commissioni subdole arrivano al 2% dell’importo del finanziamento per la gestione di una richiesta che – fidatevi – impegna un operatore credo massimo un quarto d’ora.

Ultimo aspetto, con la garanzia al 100%, le maglie di concessione dovrebbero premiare situazioni che fino a ieri, per colpa del rating negativo, non avevano possibilità di accedere al credito.

 

Sostegno all’export.

Il decreto potenzia anche il sostegno pubblico all’esportazione, per migliorare l’incisività e tempestività dell’intervento statale. L’intervento introduce un sistema di coassicurazione in base al quale gli impegni derivanti dall’attività assicurativa di Sace sono assunti dallo Stato per il 90% e dalla stessa società per il restante 10%, liberando in questo modo fino a ulteriori 200 miliardi di risorse da destinare al potenziamento dell’export e la diffusione del Made in Italy.

L’obiettivo è di consentire a Sace di far fronte alla crescente richiesta di assicurare operazioni ritenute di interesse strategico per l’economia nazionale che la società non avrebbe altrimenti la capacità finanziaria di coprire.

Uscire infatti dal mercato domestico dove mi pagano a 90/120 giorni riduce l’utilizzo degli affidamenti bancari, gli oneri che bisogna pagare a queste ultime e migliora il rating della tua Piccola e media impresa.

In questi casi assicurare il proprio credito su mercati nuovi è inoltre quanto meno doveroso.

Continuità delle aziende.


Il decreto prevede una serie di misure finalizzate ad assicurare la continuità delle imprese nella fase dell’emergenza, con particolare riguardo a quelle che prima della crisi erano in equilibrio e presentavano una regolare prospettiva di continuità aziendale.

Significa in primis che se prima di questa emergenza non eri regolare nei pagamenti non puoi approfittare della situazione, buttarti nella mischia ed accedere a questi plafond.

Tale intervento avviene in sede di redazione del bilancio in corso, valutando i criteri di prudenza e di continuità alla luce della situazione emergente dall’ultimo bilancio chiuso; disattivando le cause di scioglimento societario per riduzione o perdita del capitale sociale.

Una sorta di condono temporaneo per “giusta causa” che mette un freno alle regole sulla nuova legge per la gestione della Crisi d’Impresa ( Dlgs 14/2019).

 Possiamo quindi affermare che il tanto temuto ed atteso controllo (costo) del revisore, che segnala all’OCRI il deterioramento di alcuni parametri, viene rimandato a data da destinarsi.

Accanto a queste due misure a protezione diretta della società se ne affianca una terza che è volta a favorire il coinvolgimento dei soci nell’accrescimento dei flussi di finanziamento verso la società, disattivando in questa fase i meccanismi che in via ordinaria li pongono in secondo piano rispetto ai creditori.

Di fatto il rafforzamento patrimoniale diretto fatto dai soci sarà maggiormente tutelato rispetto al passato.

Vi sono poi misure che riguardano la disciplina del fallimento e che, nell’insieme, sono volte in questa fase a:

  • sottrarre le imprese all’apertura del fallimento e alle altre procedure fondate sullo stato di insolvenza, sino a quando durerà l’emergenza;
  • sterilizzare il periodo dell’emergenza ai fini del calcolo delle azioni a tutela dei creditori (quindi quando il periodo emergenziale sarà passato, i creditori potranno se del caso proporre le azioni revocatorie).

Vengono, per dovere di cronaca, nel nuovo decreto anche citate le nuove norme sul golden power utili per proteggere le aziende italiane dalle scalate ostili da parte di gruppi stranieri.

Per un anno di fatto viene rafforzata la normativa che permette allo Stato di interporsi a tentativi di acquisizioni di aziende italiane strategiche.

In questo momento è infatti necessario ricomprendere nella protezione statale settori che risultano decisivi per lo sviluppo del sistema Paese e ampliare l’ambito di applicazione a livello europeo. La priorità è tutelare gli interessi nazionali da ogni mira speculativa.

 

Misure fiscali e contabili.

Si interviene infine con norme utili a salvaguardare il cash flow delle aziende attraverso norme urgenti per il rinvio di adempimenti fiscali e tributari da parte di lavoratori e imprese. Questa attività si integra con le azioni già messe in campo per sospendere di fatto tutti i finanziamenti in essere e che ho descritto in questo mio ultimo articolo che trovi qui.

In particolare, si prevede la sospensione dei versamenti di Iva, ritenute e contributi per i mesi di aprile e maggio, in aggiunta a quelle già previste con il Cura Italia.

Nel dettaglio:

  • IVA, ritenute e contributi sospesi per soggetti con calo di fatturato di almeno il 33% per ricavi/compensi sotto i 50 milioni e di almeno il 50% sopra tale soglia;
  • sono sospesi in ogni caso i detti versamenti per i soggetti che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019;
  • per i residenti delle 5 province più colpite (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza), sospensione versamento IVA se calo del fatturato di almeno il 33% a prescindere dalla soglia di fatturato dei 50 milioni;
  • ripresa dei versamenti a giugno, con la possibilità di rateizzazione in 5 rate.
  • La sospensione delle ritenute d’acconto sui redditi da lavoro autonomo prevista dal decreto “Cura Italia” viene estesa anche alle scadenze di aprile e maggio.

È esteso al 16 aprile il termine per i versamenti in scadenza il 20 marzo scorso e la scadenza per l’invio della Certificazione Unica è stata prorogata dal 31 marzo al 30 aprile.

Inoltre esiste un credito d’imposta al 50% per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro allargato anche all’acquisto dei dispositivi di protezione individuale, mascherine e occhiali.

A questo si unisce un meccanismo che permette la riduzione degli affitti, trattata direttamente con il proprietario, attraverso la compilazione del modello 69 unito alla prospettiva di avere crediti d’imposta futuri per gli affitti commerciali non corrisposti.

Ora che piaccia o non queste sono le misure a disposizione delle piccole e medie imprese.

Soldi a babbo morto non ce ne sono.

Ora puoi scegliere se lamentarti su Facebook e chiedere consiglio a tuttologi o professori che hanno frequentato l’Università della vita o fare il tuo dovere per prenderti parte di questi 400 miliardi.

Perché come in ogni rapporto, anche in questo caso, anche in questa emergenza, ognuno deve fare la sua parte.

Per accedere a questi strumenti dovrai lavorare sul tuo rapporto banca.

Al dì la dei proclami del Governo non sarà facile perchè le aziende che faranno richiesta saranno davvero tante mentre il personale in banca sarà ad orario ridotto.

Il Governo possiamo dire che ha caricato la bomba ma a te resta la responsabilità di far scattare la miccia.

Viceversa, e te lo dico con il cuore in mano, questi soldi resteranno nelle casse delle banche come successo in passato.

Cosa devi in concreto fare avere soldi dalle banche in fretta, senza garanzie, con procedure di delibera a maglie più ampie e a prezzi stracciati?

Regola numero 1.

Usa questo tempo relativamente di fermo per presentarti con un bilancio chiuso al 31/12/2019.

La banca vorrà dei dati aggiornati e se gli ultimi ufficiali sono al 31/12/2018 capisci che la possibilità che ci sia un rallentamento nella tua richiesta (o tu non venga ascoltato) esiste oggi che siamo al 7 aprile 2020? Se proprio non riesci prepara una bozza semi definitiva e dai qualche indicazione in merito ai primi mesi del 2020.

Regola numero 2.

Chiedi una cifra che effettivamente ti serve.

Non sparare 100 per ottenere 50. Essendo soldi che comunque dovrai rimborsare avere coscienza di quello che si chiede è una strategia vincente che trasferisce alla banca un senso di serietà ed affidabilità.

 

Regola numero 3.

Chiarisci quanto del finanziamento ti servirà per finanziare gli attivi (che genereranno cassa) e quanto i passivi.

Questo perché la banca sa benissimo che se finanzi dei debiti con altri debiti (e non presenti prospettive attive di rilancio) la possibilità che la situazione migliori e tu sia capace di restituire il denaro prestato è praticamente nulla. Unisci alla tua richiesta note circa le politiche di spending review, politiche di marketing e soluzioni nuove che possano dimostrare che i margini della tua impresa saranno, dopo questa guerra che ci è capitata tra capo e collo, meglio attenzionati.

PS: Certo un Business plan con una Worst case e Best case all’interno del quale inserisco la cifra esatta che richiedo sarebbe davvero il massimo.

Queste 3 regole, che sembrano banali, se non applicate rallenteranno il processo, ti porteranno a dover magari cedere al ricatto del tasso non linea con il decreto o a dover rilasciare garanzie personali a latere.

Ti porteranno a non poter sfruttare quello che oggi viene offerto dalle banche, ti porteranno a rivivere quello che già normalmente succede per tutte le aziende che non investono sul miglioramento del proprio rating e non sono dalle banche finanziate.

Sul mio Blog alla pagina Istruttoria Facile trovi un prodotto che, nel caso volessi evitare tutto questo, fa al caso tuo.

Visita la pagina ===> Vai alla pagina.

Per qualsiasi ulteriore chiarimento scrivi a info@bilancioutile.com

Nella speranza che questo articolo ti sia stato d’aiuto di chiedo di condividerlo con chi potesse esserne interessato.

Lascia un tuo commento in fondo alla pagina se l’hai trovato interesste.

A presto.

Dott. Tescari.

 

 

 

 

Decreto Cura Italia. Ecco le misure a sostegno della liquidità.

Decreto Cura Italia a sostegno della liquidità della tua Impresa.

 

E’ da poco uscito il decreto Cura Italia che prevede numerose misure a sostegno delle imprese italiane in questi giorni in cui la nostra economia è fortemente provata dagli effetti del COVID 19.

Parliamo di iniziative che hanno lo scopo di salvaguardare la liquidità delle nostre Piccole e Medie Imprese utilizzando strumenti finanziari che chiedono maggiore sostegno da parte delle banche.

Se mi segui sai benissimo che ho fatto del miglioramento del rapporto tra banche e imprese la mia professione e non posso per questo perdermi le novità proposte in questa fase assai delicata.

Le armi messe in campo attraverso questa che possiamo definire “la prima moratoria di Stato” sono sostanzialmente:

  • la sospensione delle rate delle rate
  • la proroga dei fidi a breve per le PMI
  • misure di rafforzamento del Fondo di Garanzia

Ma passiamo ad analizzarle nel dettaglio per capire meglio di cosa si tratta.

Il primo requisito per poter accedere ai benefici di questo decreto Cura Italia e che la tua azienda stia registrando una riduzione parziale o totale dell’attività quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19.

Tecnicamente sembra banale ma sempre giusto ricordarlo.

Sospensione rate e proroga fidi per le PMI (art.56).

In questo caso la misura si rivolge a quelle che secondo la definizione UE sono le nostre Piccole Medie imprese (ovvero le aziende con meno di 250 dipendenti, un fatturato che non superi i 50 milioni o che il totale attivo annuo non superi i 43 milioni).

Attenzione: le aziende non devono essere classificate come esposizioni creditizie deteriorate.

Devono tecnicamente rientrare tra i performing o al massimo underperforming (ovvero non siano posizioni definite deteriorate ai sensi della circolare 272 di Banca d’Italia). 

In questo caso infatti, se ci sono problemi pregressi di sostenibilità dei debiti l’azienda non può aderire a questa inziativa che, ricordo, premia solo le aziende che hanno effettivamente avuto una riduzione parziale o totale dell’attività quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19.

PS: Eventuali deroghe possono essere trattate direttamente con la banca ma, in questo caso, mi spiace dirti che le probabilità di riuscita sono davvero basse e unicamente in mano al buon cuore del tuo referente banca.

Il Decreto per quanto riguarda gli affidamenti a breve termine dice invece che gli importi accordati da banche e intermediari finanziari (sia utilizzati che non) per fidi a revoca e autoliquidanti non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30/09/2020.

Di fatto la possibilità che la banca ti chiuda improvvisamente le linee di credito a breve, senza un reale perché, adducendo unicamente al peggioramento del tuo rating viene impedita (per ora) fino a questa data. Questo vale sia per la parte utilizzata che per quella libera a tutela proprio di eventuali problemi di incasso.

Lato prestiti non rateali con scadenza ante 30 settembre 2020 sono prorogati fino al 30 settembre 2020 alle condizioni in essere mentre il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 relativamente a mutui, leasing e altri finanziamenti a rimborso rateale (anche cambiali agrarie) in scadenza prima del 30 settembre 2020 viene invece sospeso sino al 30 settembre 2020 senza maggiori oneri per entrambe le parti (con conseguente e obbligatorio allungamento delle scadenze originarie di rimborso).

È in questo caso facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

A differenza di quanto scritto nel mio ultimo articolo circa la moratoria ABI sembra che, in questo caso, il rating della società non venga in futuro danneggiato.

Almeno questo è quanto dicono in questi giorni i rispetti funzionari di banca a voce (nulla di scritto) anche se mi sembra strano supporre che chi, per varie ragioni, non usufruisce di tali misure contenitive venga considerato, se parliamo di rischio di credito, alla stregua di chi ne usufruisce.

Ti dico questo perché una minima esperienza in banca ce l’ho e molte volte, quello che fuori viene promosso e detto, per varie ragioni, non corrisponde a quanto internamente si dice (e soprattutto fa).

Ti invito, per questa riflessione ulteriore, a leggere l’articolo che ti informa circa tutto quello che devi sapere prima di aderire alla sospensione rate (o moratoria ABI) che trovi sul mio BLOG a questo LINK ==> Leggi l’articolo. 

In questo caso gli istituti finanziatori, per tutelarsi, potranno accedere ad una sezione speciale del Fondo Garanzia PMI che, garantirà senza valutazione, per un importo pari al 33% i maggiori utilizzi, le rate sospese dei finanziamenti rateali e i prestiti non rateali a scadenza prorogati.

Come fare per attivare questo decreto CURA ITALIA?

La prima cosa da fare per ottenere questi benefici offerti dalle banche è agire e farlo in FORMA SCRITTA presentando alla banca un’autocertificazione ai sensi dell’art. 47 DPR 445/2000 dove indichi di aver subito una riduzione parziale o totale dell’attività quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19. Il tutto unito al proprio documento di identità.

Qui puoi scaricare questi documenti in formato word:

Per favorire l’accesso al credito delle nostre PMI utilizzo da anni un metodo che prevede la gestione in anticipo di qualsiasi obiezione che la banca può farti quanto chiedi credito. Preparare e mandare questo documento va quindi FATTO. 

Se non credi a quanto di dico vai sul BLOG www.bilancioutile.com per scoprire di cosa parlo.

Misure di rafforzamento Fondo Garanzia PMI (Art. 49)

Riguardo invece le misure di rafforzamento del Fondo di Garanzia per PMI si può far ricorso al fondo di garanzia per ottenere finanziamenti da parte delle banche.

Se non lo sapessi il fondo di garanzia è uno strumento predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico a favore delle piccole e medie imprese per facilitare l’accesso delle stesse al credito bancario.

Queste misure hanno durata per 9 mesi dall’entrata in vigore del DECRETO e riguardano:

  • estensione della durata della garanziadel Fondo per le operazioni per le quali le banche hanno riconosciuto sospensione pagamento rate di ammortamento o della quota capitale;
  • garanzia del Fondo Centrale concessa a titolo gratuito.
  • estensione dell’importo massimo utilizzabile per ciascuna impresa a 5.000.000 di Euro (mentre fino a ieri il plafond era 2.500.000,00).
  • garanzia fino all’80%, per operazioni fino a 1.500.000 euro, con un’istruttoria del Fondo che verrà effettuata solo in base ai dati di bilancio e non in base all’andamentale (Centrale rischi). Sono, come detto in precedenza, in ogni caso escluse imprese con esposizioni come sofferenze o inadempimento probabile, o qualificate come imprese già in difficoltà.
  • le Banche potranno istruire la pratica presso il fondo contemporaneamente alla propria istruttoria in quanto non è dovuta la commissione per il mancato perfezionamento delle operazioni. Questo significa maggior tempestività rispetto all’iter ordinario.
  • Sono ammesse alla garanzia anche operazioni di rinegoziazione del debito purchè con credito aggiuntivo almeno del 10% del residuo.
Da quello che si legge sembra che il Decreto favorisca anche i tempi di perfezionamento di queste richieste.

Esiste anche un supporto alla liquidità per le imprese che non hanno i requisiti definiti dalla PMI (art. 56) ovvero quelle che non hanno accesso per i propri parametri al Fondo Centrale di Garanzia. La misura prevede la Garanzia dello Stato a favore di Cassa Depositi e Prestiti per le esposizioni assunte dalla stessa, anche nella forma di garanzie di prima perdita su portafogli di finanziamenti, in favore delle banche e intermediari che erogano finanziamenti alle imprese che hanno sofferto una riduzione del fatturato a causa della emergenza Coronavirus. L’accesso è in questo caso ancora da definire con decreto MEF.

Altri provvedimenti prevedono la volontà dell’intervento Cura Italia nel raggiungere la maggior platea dei soggetti che costituiscono il tessuto imprenditoriale italiano.

Sono così stati previsti interventi a beneficio di:

– lavoratori autonomi e ai liberi professionisti (per 9 mesi dall’entrata in vigore) che autocertifichino ai sensi degli articoli 46 e 47 DPR 445/2000 di aver registrato un calo del fatturato superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019, potranno accedere al Fondo di solidarietà mutui prima casa (sospensione delle rate per 18 mesi, senza limite ISEE, per mutui fino a 250.000 euro).

– Settore crocieristico, fortemente colpito tramite garanzia statale agli interventi di garanzia SACE;

– Consorzi Fidi, tramite agevolazioni.

I provvedimenti sono, come sopra sintetizzato, molteplici e indubbio è il beneficio che molte realtà, soprattutto PMI, possono avere in un momento in cui la liquidità della propria azienda viene messa in forte discussione.

A questo link trovi i file da scaricare e utilizzare per beneficiare di queste misure.

Compilati, e come già detto, inviati alla tua banca uniti al tuo documento di identità.

Infine perdonami ma non posso lasciarti con la mia ultima raccomandazione che è quella di utilizzare questo periodo di fermo per dedicarsi alla stesura e presentazione del bilancio 2019.

Appena sarà possibile riaprire le nostre attività servirà certamente consolidare il debito sul medio lungo termine.

Le banche potrebbero avere prodotti dedicati per finanziarti nel lungo periodo e in questa fase, perdere altro tempo, perché ci presentiamo senza dati ufficiali (quali il bilancio 2019 depositato) sarebbe un errore IMPERDONABILE.

Con l’occasione ti invito a visionare sul mio BLOG il servizio Istruttoria Facile.

Una mini guida che ti suggerisce tutte, ma proprio TUTTE le azioni da svolgere per ottenere credito dalle banche.

Ti invito a prepararti, studiare bene la strategia da adottare e alla riapertura delle nostre attività farti trovare pronto per chiedere alla tua banca l’aiuto necessario per finanziare la ripresa della tua attività.

Abbiamo tanto da fare e non possiamo permetterci di perdere altro terreno.

Buon lavoro.

Dott. Tescari.

 

 

 

Sospensione rate o peggiorare il mio rating?

Viene estesa ai prestiti fino al 31 gennaio 2020 la possibilità di chiedere la sospensione o l’allungamento. La moratoria è riferita ai finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese danneggiate dal coronavirus. Lo afferma l’Associazione bancaria italiana che ha siglato un addendum all’accordo 2019 con Alleanza delle Cooperative Italiane“.

Ora questa notizia, (che di fatto permette a tutte le PMI di poter sospendere GRATUITAMENTE le rate dei propri finanziamenti o leasing per un anno, o allungare i propri debiti per ulteriori 3 anni), sembrerebbe un’occasione da prendere al volo ma, in questo breve articolo, voglio raccontarti quali effetti negativi potrebbe comportare scegliere “frettolosamente” questa strada.

Capisco sia bello immaginare di poter rinviare la rata del proprio finanziamento, come capisco che molti consulenti oggi vendano questa possibilità, come la panacea di tutti i mali.
Il tuo cash flow, la tua liquidità immediata sicuramente ne beneficerebbe aderendo a questa iniziativa.

Per forza: non paghi più (o alleggerisci) la rata dei tuoi finanziamenti.

Ma ci sono alcuni dettagli che vorrei riportare alla luce, in maniera che tu possa serenamente prendere questa decisione senza trovarti domani con più danni che vantaggi.

Questo infatti capita spesso quando hai a che fare con consulenti che ti portano benefici a breve termine (non raccontandoti però cosa succederà quando il lungo termine ti presenterà il conto).

Tanta consulenza offerta dal mercato oggi funziona così:

Benefici immediati (quali l’ottenimento di un finanziamento) e conto che arriva nel lungo periodo (finanziamento non sostenibile e condizioni fuori mercato). Il consulente prende subito i soldi e a te restano i problemi, che spesso si risolvono cercando un altro consulente che ti trovi un altro finanziamento per pagare il primo finanziamento. Sembra una barzelletta ma funziona così, quando si ha a che fare con venditori di consulenza interessati solo al loro profitto.

Ma andiamo nello specifico, perché ACCETTARE o NON ACCETTARE la moratoria ABI di sospensione dei finanziamenti (anche se a prima vista sembra che ci siano solo vantaggi nell’aderire).

#Innanzitutto si dice che la moratoria è GRATUITA.

Certo che è gratuita perché non ci sono spese di istruttoria, ma di fatto pagando interessi per un anno in più (visto che la rata capitale viene sospesa) di gratuito non hai proprio nulla. Alla fine del finanziamento, hai pagato un anno in più di interessi.

#Stabilire quanto sono gli interessi rispetto alla rata capitale è importante. 

Lo dico perché, paradossalmente in un piano di ammortamento alla francese, si rischia che in alcuni casi la rata interessi sia superiore a quella capitale.

#Stabilire che cadenza hanno le rate.

Se per esempio le rate sono semestrali, significa beneficiarne tra 5 mesi.

#In quanto tempo ottengo la moratoria.

Normalmente la banca ha tempo massimo 30 giorni per rispondere alla richiesta che deve essere inviata tramite raccomandata. Se il finanziamento è garantito dovrai anche sentire (sempre tramite banca) il consorzio di garanzia o il Fondo Centrale di Garanzia che hanno una procedura molto snella per confermare la loro adesione. 

Qui sotto puoi scaricare il file con le indicazioni base per la richiesta di moratoria ABI. Prendilo come spunto, ed invia una pec o raccomandata alla banca ove hai stipulato il leasing o finanziamento che vuoi sospendere.  

Vai al LINK ===> scarica il modulo per la richiesta sospensione rate

Ma oltre a questo c’è da valutare effettivamente l’impatto che la sospensione delle rate avrebbe sulla tua liquidità immediata perché gli effetti di medio lungo termine potrebbero essere davvero una brutta sorpresa per te.

La tua richiesta, quando sarà accordata e di fatto visibile tra 2 mesi nella tua centrale rischi diventerà, agli occhi di tutti i tuoi finanziatori, una vera e propria autocertificazione del tuo stato di CRISI. 

PS: Non conosci l’importanza della tua centrale rischi?

Scarica a questo a link le risorse gratuite presenti sul mio BLOG

Ora, quando ti dico che stai autocertificando lo stato di crisi della tua PMI, significa che le conseguenze di medio lungo termine che la tua PMI subirà saranno:

  • dovrai in PRIMIS accantonare l’idea di poter avere NUOVA finanza in futuro (o almeno per tutta la durata della sospensione).

Di fatto se una azienda dichiara la sua incapacità di pagare i debiti pregressi sarebbe folle come banca concederne nuovi 

Sei d’accordo? Certo, ci sarà chi ti dice che non è vero, ma basta che rileggi la frase sopra tra virgolette per capire dove sta la ragione. 

  • il Rating della tua impresa peggiorerà

In particolare, in caso di rinegoziazione dei propri finanziamenti, (anche se gestiti secondo una misura che dovrebbe aiutare la tua PMI come l’accordo ABI), il principio contabile IFRS 9 richiede che l’operatore finanziario proceda a ricalcolare il valore lordo dell’attività finanziaria come valore attuale dei flussi di cassa previsti dalle nuove condizioni contrattuali, scontati al tasso di interesse originario. L’utile o perdita derivante dalla rinegoziazione dovrà essere rilevata a conto economico. Inoltre, ai fini dell’allocazione in uno degli stage previsti dal modello generale bisognerà valutare se è intervenuto un aumento significativo del rischio di credito; ciò avverrà confrontando il rischio di default alla data di reporting (in base alle nuove condizioni contrattuali) con il rischio di default originario (sulla base delle condizioni contrattuali iniziali). La definizione contabile di attività finanziaria oggetto di modifiche contrattuali si sovrappone alla definizione prudenziale di forborne exposure introdotta dall’ABE. In generale, l’aspettativa è che posizioni classificate come performing forborne exposure ai fini regolamentari siano assegnate allo stage 2, mentre posizioni classificate come non-performing forborne exposure allo stage 3.

Significa che, nel sottobosco dell’ufficio crediti della tua banca, verrai ufficialmente classificato con un profilo di rischio maggiore.

Il tuo rating peggiorerà, la banca dovrà fare maggiori accantonamenti (e questo non la renderà felice).

ATTENZIONE: Il tuo rating peggiorerà con tutte le banche con le quali lavori, anche se la moratoria l’hai chiesta per un solo finanziamento (o leasing).

Il tuo rapporto con le banche peggiorerà e verrà di fatto messo in stand by.

Per concludere: la moratoria ABI a prima vista è certamente una misura sospensiva ma non va presa e richiesta con troppa leggerezza perché il costo da pagare potrebbe essere superiore ai benefici promessi.

Valuta quindi ATTENTAMENTE se davvero sospendere le rate dei tuoi finanziamenti sia fondamentale per il continuo della tua impresa.

Dopo aver letto questo articolo, se reputi che la moratoria ABI non faccia al caso tuo, tira la cinghia, stringi i denti e lavora su altri aspetti che possano migliorare la liquidità della tua impresa. Trovarli potrebbe essere davvero la nuova strada da seguire per un maggiore controllo della reddittività della tua impresa.

Nel dubbio scrivi a: info@bilancioutile.com  

Chi sono per dirlo e darti queste indicazioni lo trovi sul mio BLOG===> www.bilancioutile.com

Ora, sperando che questo articolo ti sia stato d’aiuto, ti chiedo di condividerlo con chiunque abbia una PMI e sia indeciso in questo momento se aderire o non aderire alla nuova moratoria ABI. 

Tengo particolarmente al rating delle PMI italiane, la chiave per poter accedere al credito in banca e far crescere la propria impresa. 

Buon lavoro!

Dott. Tescari. 

 

 

Evita il rientro dei fidi e fai crescere la tua Impresa.

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RIENTRO DEI FIDI

E’ questo il messaggio che ieri ho ricevuto da un collega che conosco da anni e lavora in una grande banca sistemica.

Le banche stanno mettendo a rientro dei fidi tutti i rating 5/6.

Se ti e’ nuovo questo concetto sappi che sono ormai mesi, esattamente da settembre 2015, che scrivo e diffondo questa notizia.

Mi sono posto l’obiettivo di rendere il maggior numero di aziende pronte alla eventualità che succeda quello che ieri in chat un amico direttore mi ha scritto

Le banche stanno mettendo a rientro dei fidi tutti i Rating 5-6

Compito non facile per me che sono solo anche perchè il tempo non gioca a favore e più si aspetta più sarà difficile e costoso trovare una via d’uscita!!

Ho un BLOG, un PODCAST, che parla gratuitamente di credito alle imprese, un canale YOU TUBE , dove ti puoi iscrivere e seguire i miei autonomi suggerimenti finanziari che offro.

E poi ho clienti soddisfatti della mia impostazione che – ci tengo a sottolineare – NON è quella del consulente finanziario indipendente.

MA QUESTO NON VUOLE ESSERE UNO SPOT

La necessita’ di avere una figura in azienda in grado di sciogliere le catene che limitano l’accesso al credito e’ ormai una realtà.

Leggo su un quotidiano economico di oggi:

IMG_1798

 

Certo se non ami gli uccellacci del malaugurio che sentenziano le proprie tesi (che poi stranamente si verificano) smetti di leggere perchè questo non e’ l’articolo per te!!

E pensare che i miei primi anni di lavoro hanno avuto ancora uno strascico di quello che fino a prima era DA SEMPRE stato il sereno rapporto che le aziende avevano con le banche.

 

1998

Il Direttore inamovibile, fisso sulla scrivania della propria filiale da anni, che conosceva morte e miracoli di tutto e di tutti.

L’impresa che aperta con un minimo investimento teneva il mercato e marginava cifre oggi inimmaginabili i cui guadagni erano al Direttore stesso affidati con fiducia e serenità.

Un rapporto dove spesso i ritardi di pagamento venivano concessi come regola e proprio sulle banche storiche, che in segno di amicizia, concedevano credito senza problemi e senza il bisogno di rivolgersi a banche concorrenti.

RIENTRO

Eravamo negli anni 90 dove i bilanci e i conti delle aziende erano certamente motivo di analisi da parte delle banche ma la conoscenza diretta del cliente, i rumori della piazza, la reputazione delle persone che rappresentavano queste aziende avevano la meglio.

Un periodo di grande prosperità che tutti ricordiamo con piacere ma proprio per questo “sotto sotto” il sistema banca iniziava a scricchiolare ed indebolirsi pian piano.

Infatti dal 2004 tutto cambia.

In banca iniziano a sentirsi con frequenza quotidiana parole nuove come Rating e Basilea!!!

Il suo rating non lo permette….Le regole di Basilea hanno detto che…

Gli imprenditori, gli artigianati di turno non capiscono – o fanno finta di non capire – pensando sia soltanto una moda passeggera che presto finirà come tutte le mode.

In questo secondo stadio si assiste, sotto la spinta degli Accordi di Basilea, ad un progressivo passaggio dal credito per conoscenza o stretta di mano a un credito erogato su basi più oggettive.

Irrompono sulla scena sistemi di rating, garanzie consortili e non, algoritmi sempre più sofisticati che vogliono mediare l’erogazione del credito in funzione della effettiva rischiosità e consistenza delle aziende.

Peccato che le imprese abbiano sempre avuto come unico consigliere il loro commercialista, abile nel tirare fuori i soldi dalle aziende e pagare il meno al fisco.

 

Le imprese sono:

  • sotto capitalizzate,
  • non hanno margini sulla carta
  • i loro crediti spesso scontano termini di pagamento troppo lunghi.

Nonostante questo arriva la panacea di tutti i mali che e’ la seconda edizione di Basilea…Basilea 2.

Cosa succedere veramente….

Le banche – sulla spinta della copertura tramite forme di garanzie diverse – si accorgono che i margini di intermediazione, grazie al cambiamento dei parametri e degli RWA (Attivita’ ponderate per rischio), crescono a dismisura.

E qui parte la corsa al finanziamento e all’erogazione del credito insensata di cui parlo in MOLTI VIDEO sul mio canale YOUTUBE.

 

Operazioni erogate per:

  • liquidita’,
  • per migliorare il bilancio,
  • per consolidare il debito a medio lungo termine
  • per scorte

proprio come Basilea suggerisce vengono concesse alle Piccole Medie Imprese come se non ci fosse un domani.

Rigorosamente coperte, a volte fino al 100%, da titoli, garanzie di Consorzi Fidi e fideiussioni personali.

Sembra che tutto sia tornato nella norma e questa situazione di falsa prosperità non induce l’imprenditore ad investire con attenzione nella propria componente finanziaria nonostante l’Europa con le sue rigide regole sia ormai ai cancelli.

 

Questa schizzofrenia non si e’ affatto conclusa e si arriva cosi’ al punto di non ritorno.

Il 2014, un terzo stadio, che potremmo definire quello della RAZZA ARIANA. 

Se non sei biondo con gli occhi azzurri e non sai cosa vogliono davvero le banche scordati di avere credito.

Bilancio utile

Scordati di andare in banca a cercare il tuo Direttore di fiducia per avere credito,

Scordati di portare come documenti per ottenere nuovi affidamenti solo la visura camerale e giustificarti perché oggi 20 giugno 2016 non e’ ancora disponibile il bilancio 2015 perché sai “il tuo commercialista ha tanto da fare in questo periodo dell’anno”.

Lo scenario attuale è ormai invaso dall’idea di un’Unione Bancaria Europea dove l’attenzione della vigilanza si sposta dal patrimonio delle banche alla qualità del proprio credito e dei propri impegni.

Scoperchiato infatti il vaso di Pandora, e valutato seppur prudenzialmente il valore dei crediti deteriorati, lo scenario e’ catastrofico e non si può far altro che imporre agli Istituti di credito ulteriori accantonamenti e aumenti di capitale sociale.

Di conseguenza, vengono varate nuove normative di vigilanza che, concentrando l’attenzione sul credito alle imprese e sul credito deteriorato, tendono ad imporre agli istituti ulteriori accantonamenti e rafforzamenti patrimoniali.

Ci si trova di fronte a banche che – con riunioni straordinarie e comunicazioni di massa – richiedono alle aziende clienti rapidi aumenti di capitale sociale smettendo – di punto in bianco – di finanziarle come avevano sempre fatto.

rientro

Questo perché l’Eba (European Banking Authority) ha ulteriormente spinto la sorveglianza su quello che viene in inglese definito forborne o  “credito di tolleranza.

Mi spiego meglio….

Se sei in difficoltà finanziaria, tirato sui conti e chiedi alla banca di essere con te tollerante concedendoti una proroga sulle scadenze o un allungamento sui tempi di pagamento previsti, questa tua posizione, anche se ancora catalogata come credito in bonis,  rappresenta e rappresenterà sempre piu’ agli occhi degli Istituti di credito un malato grave tenuto in vita dall’ossigeno che il rinnovo degli affidamenti rappresenta.

Queste posizioni, e ti assicuro che ce ne sono tante (e tu certamente potresti esserne una) stanno per essere tutte marchiate e segnalate al sistema di vigilanza come si fa con una mandria di mucche per evitare che si mescolino durante i pascoli ad altre.

Per loro meglio quindi richiedere il rientro dei fidi e salvare il salvabile.

RIENTRO

Ora devi riflettere molto su questo perché significa quello che sul mio BLOG dico da mesi:

Arriveranno il Direttore e il gestore della tua banca nella tua area industriale e suoneranno al tuo campanello per comunicarti la riduzione degli affidamenti

Capisci che non e’ fantasia?!

E non lo dico per venderti il mio servizio!!!

 

Succede a tanti aziende che finiscono poi sul giornale non certo per meriti.

Queste sono regole e – pensandoci e riflettendoci bene – il discorso non fa una piega ma a noi interessa capire….

Quale sara’ l’impatto sulle aziende IMPREPARATE che da questo saranno completamente spiazzate?

Le aziende che improvvisamente non avranno più disponibile il credito banca (perchè richiesto il rientro dei fidi) che alternative hanno?!

NESSUNA

– Ma come?!  

– Ma io avevo capito che?  

– Rientro dei fidi?!

– Adesso che facciamo?!

Certo, il rischio che ti butti nelle mani del primo incantatore di serpenti che, conoscendo LUI personalmente il direttore della filiale della BCC di Brunico, può aiutarti, è FORTE!! 

Ma perso poi del gran tempo e dei grandi soldi a girare per filaili con loro ti accorgerai che quella non e’ la strada giusta.

Dando per scontato che qualche filiale ti ascolti, che il Direttore sia veramente amico, rimandi solo il problema.

– Ulteriori accantonamenti anche sulle posizioni finora tollerate,

– RIENTRO immediato delle posizioni critiche

– ulteriore rallentamento dei flussi di credito destinati alle aziende.

E questo lo scenario annunciato.

Siamo in REGIME FINANZIARIO e non sono ammesse deroghe.

Ma la soluzione c’e’ e devi metterla in atto da SUBITO!!

Devi avere voglia di credere in questo messaggio ed agire!!!

  • Non governare la propria cassa,
  • sconfinare anche solo di 30 giorni,
  • prendere alla leggera la propria gestione finanziaria
  • non avere il controllo dei numeri
  • affidarsi a persone non qualificate

ti macchierà di un colore INDELEBILE e passerà molta acqua sotto i ponti prima che le banche vogliano fare ancora affari con te.

Le aziende bionde con gli occhi azzurri – che rappresentano l’unico cliente banca interessante – e sulle quali il credito viene gettato a prezzi veramente competitivi  lo stanno facendo da tempo.

Visentin Fabio

>>>>> Tutti gli investitori istituzionali (banche comprese) stanno andando su quelle poche aziende che possono scegliere con quale banca lavorare e a che condizioni.

Perchè non investire nella conoscenza e scegliere di essere una di loro?

Ok, sono cose che a te non succederanno mai, perché tu hai gli occhi castani, i capelli scuri e sei piccolo e nero?!

Vero, ma ti assicuro che in questo marasma se trovi il “consulente giusto” ed intervieni in tempo una tinta bionda, un ritocco su photoshop o un paio di lenti a contatto colorate puoi trovarle…..

Rimanere a galla – e anzi emergere positivamente – mentre altri non lo fanno e’ possibile.

DA OGGI conta soltanto quello che sei tu come impresa, quello che e’ il tuo presente e come intendi affrontare il tuo futuro. 

Tutto il resto?

La solita consulenza, le solite banche e la solita storia.

Scopri il metodo bilancio utile e contattami attraverso il mio BLOG per saperne di più:

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Sei quindi pronto per la tua trasformazione?!

Ti aspetto!! www.bilancioutile.com

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Chi è Tescari Alessandro?

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Sicuro di poter chiedere credito usando la garanzia…

Finita l’Universita’ ho passato un periodo veramente difficile della mia vita. Uno crede di avere raggiunto un traguardo, di essere arrivato, di aver ottenuto quella garanzia per la vita ma poi, passati i primi 2,3 giorni post Laurea, si accorge che, contrariamente a quanto sentito raccontare, IL LAUREATO vale ZERO.

E non e’ un problema del nostro bel Paese o della politica ma semplicemente uscito dall’ Universita’ se rifletti:

  • non sai fare praticamente nulla
  • quello che hai studiato non serve piu’
  • il fatto che tu sia laureato fa pensare che tu ambisca ad un reddito e/o una posizione che visti i primi 2 punti giustamente nessuno vuole e puo’ offrirti.

Amici che potevano inserirmi in qualche contesto del Basso Novarese non ce ne erano e dopo una serie infinita di colloqui, decisi che dovevo spingermi oltre perche’ o stavo a piangermi addosso cercando di elemosinare un lavoro presso l’amministrazione di qualche rubinetteria della zona o dovevo muovere il culo.

Inizio cosi’ a buttare il mio CV in formato Europeo sui vari siti con la stessa foga con cui nell’antico West un capotreno alimenta il fuoco della propria locomotiva e alla fine arriva una chiamata degna di questo nome.

“VENERDI’ a Milano Piazza San Babila, presso gli uffici di una societa’ di selezione del personale per un ruolo nell’ambito del credito. “

————-ABBIGLIAMENTO FORMALE————

Bilancio utile. Credito fatto con la garanzia 3.Tiro fuori dal mio armadio un abito stropicciato che avevo preso in saldo alla FACIT e usavo solo per i pochi matrimoni a cui ero invitato e via destinazione “Il Primo Confidi in Italia e il suo piano di forte espansione”.

Era il giugno del 2004 e in quella societa’ ho lavorato per oltre 10 diventando ultimamente District Manager area Lombardia Sud non certamente grazie alla mia simpatia (anzi diciamo che la mia simpatia ha ritardato di qualche anno il passaggio da account a Responsabile di filiale ma questa e’ una altra storia……)

 

Tutto questo per dirti che nel mio ruolo ho sostenuto negli anni migliaia di appuntamenti tra banca e impresa per ottenere credito vendendo garanzia consortile..

Quindi mettiti comodo e ascolta quello che ho da raccontarti perche’ la fonte e’ certamente attendibile e puoi fidarti….

Il gioco era semplice…

La banca fissava l’appuntamento con la PMI e dopo le varie presentazioni o la classica l’introduzione parlando del Milan si studiava come coprire la richiesta di finanziamento. Una parte dalla garanzia del Confidi e la restante da titoli personali del socio. Stabiliti tempi e modi si raccoglieva la documentazione e si usciva a bere tutti insieme un bel caffe’. Arrivato in ufficio mettevo in pista l’istruttoria e in pochi giorni si procedeva all’erogazione del finanziamento.

Vinceva l’account che era meglio organizzato….e io lo ero….

L’EPOCA DEL CREDITO FACILE E PER TUTTI.

Garanzia sul credito.Questa dinamica ha fatto si che negli anni i flussi della mia azienda diventassero incontrastati …eravamo veloci, non dicevamo mai di no, un po’ cari si ma chi se ne frega dato che attivissimi e brillanti. E poi ci spiegavano che tanto le garanzie o erano limitate ad un tetto massimo di insolvenza o coperte dal Fondo Centrale di Garanzia (legge 662).

 

In questo processo non potevano non inserirsi anche i consulenti esterni che giustamente prendevano il loro 3-5% per raccogliere la documentazione e girarcela perche’ alla fine era la solo la fretta o l’urgenza il “live motive” dominante.

Tutti erano contenti e ogni giorno sembrava risplendere il sole:

—le PMI prendevano denaro

—i nostri account riconosciuti TUTTI come Venditori Meravigliosi

—le banche soddisfatte e con la pancia piena (tanto siamo coperti dalla garanzia si diceva)

e ai nostri Manager ogni anno il difficile compito di rifare il budget aggiungendo un +30% nella casella risultati.

Festa di fine anno sul ghiaccio, spese pazze per aprire altri ufficio o assumere come commerciali sordo muti, spille d’oro sempre lucide e sorrisi a non finire.

LA TRISTE FINE DI UN ERA….QUELLA DELLE GARANZIE…

Te la faccio breve…Anni dopo:

  • il numero delle sofferenze che abbiamo in pancia come Confidi risulta incalcolabile tanto che se avessero messo ai crediti una scimmia che decideva la sorte delle istruttorie tirando i dadi non sarebbe andata peggio.
  • Le banche ci hanno disintermediato perche’ oggi cari ,non piu’ di moda e dicono, ma dalla Sede confermano non essere vero, non paghiamo in tempo le garanzie escusse.
  • Le PMI finanziate con questo metodo sono a rientro, fallite, sparite e/o in fortissima difficolta’.

Fare credito usando la garanzia

 

Ci aiuta che non siamo permalosi e la forte capacita’ di negoziazione del nostro Management sicuramente portera’ a breve una soluzione sul tavolo, sempre che questo non venga prima pignorato….

 

 

IL CREDITO STA CAMBIANDO.

Tutto questo per convincerti che questo meccanismo di fare credito con la garanzia presto sparira’.

Si lo so’ che le banche devono per Basilea 3 accantonare e senza garanzia ti hanno detto che non si fara’ credito……

Raccontare ad un grosso dinosauro, fiero della sua stazza e potenza che presto una serie di eruzioni vulcaniche lo estinguera’ non mi pone certo in una posizione condivisa e di prestigio.

Ma come il Fanerozoico anche il modo di fare credito utilizzando le garanzie, per l’esito che tu persona intelligente prima hai compreso, presto SPARIRA’ (e anzi non avrebbe mai dovuto nemmeno esistere).

 

PS: Va bene in qualche ghiacciaio trovare ossa di tirannosauro REX ma pensa a che figura faremo se in qualche museo tra milioni di anni comparisse una delle delibere che sono state rilasciate in questo periodo dal credito facile….Poveri noi…che diranno??!!

Fare analisi di merito creditizio non vuol dire prendere garanzie, ma capire se l’azienda e’ in grado o meno di rimborsare un prestito.

Tutto il mondo del credito, con le nuove normative, con tutto quello che e’ successo sta cambiando.

La principale novita’, di cui poco in realta’ ancora si legge, e’ che si torna a fare credito come si deve fare, e cioe’ sulla base non del passato, ma del futuro.

La possibilita’ di rimborsare un prestito aziendale dipende dai flussi di cassa attesi, cioe’ dalla capacita’ di rimborso dell’azienda e le garanzie (consortili, ipotecarie, personali, ecc), non dico non possano essere utili, ma riguardano un aspetto a tutela di un progetto che non deve essere valutato solo su questo o sulle basi del passato.

La valutazione che le banche dovranno fare, da domani mattina (ma avrebbe dovuto essere sempre cosi’) non e’ sul passato, ma sul futuro.

ATTENZIONE A QUESTO PASSAGGIO.

Quindi, le banche che spesso hanno negato il credito, facendo arrabbiare tanto i nostri imprenditori che hanno poi sguinzagliato i Magnifici Consulenti o Mediatori che sfruttando le loro le amicizie in banca chiedevano il 5% dell’erogato, incidentalmente, cosi’ facendo, hanno aiutato le imprese a non commettere il grave errore che in molti casi le ha in pochi anni messe in ginocchio.

Mentre alle banche amiche dei Mediatori rimangono in mano garanzie che valgono come il due di fiori a briscola perche’ esaurite o inesigibili.

Ora, se vuoi continuare a dire che per le banche contano solo le garanzie per fare credito ti avviso che non stai facendo in giro bella figura.

Te lo ripeto…il binomio congiunto di:

Credito dato per le garanzie e/o le amicizie in banca= Banca Etruria per esempio

FALLITI TUTTI…STOP!!!!

I bilanci delle banche sono in perdita perche’ sepolti da spazzatura costituita da credito andato a male e che verra’ recuperato in minima parte dalle banche in tempi lunghissimi.

SMETTILA DI RAGLIARE CHE LE BANCHE DOVREBBERO FINANZIARE LE IMPRESE!!!!

Fare credito con le garanzie

 

Se tu banca dai alle imprese del credito di merda stai mettendo a rischio i depositi dei risparmiatori dall’altra parte. Questa la verita’ come vero che le banche sono Imprese in primis….

NO BENEFICIENZA….NO CREDITO SOLO PERCHE’ TU HAI DECISO CHE VUOI PROVARE A FARE IMPRESA E….LA POLITICA NON C’ENTRA….

Basta frustrazioni….

Ora, se sei un imprenditore o un consulente ti dico cosa penso:”In questa situazione, la restrizione del credito degli ultimi anni e’ nulla, rispetto a cio’ che dovrebbe e potrebbe succedere.

I vulcani presto erutteranno e i Dinosauri saranno sommersi dalla lava….e chi riuscira’ a fuggire dalla lava verra’ colpito in piena fronte da un meteorite…..

TI STAI ESTINGUENDO L’HAI CAPITO?!

Quindi, coloro che ancora ragionano con “bisogna avere le conoscenze in banca ” e  “tanto e’ tutta una questione di garanzie” – mi piace (non spiace) dirlo – ma sono destinati a fare una brutta fine, come e’ solo giusto che sia.

Ma quale forma di vita sopravvivera’?!

“Chi non utilizzera’ questo modo di ragionare foriero di disastri per l’equilibrio aziendale.”

Non e’ solo un problema di avere o no il credito.

Te lo ridico….Qualche volta e’ meglio non prenderlo, il credito. In alcuni casi ti sta salvando la pelle chi te lo nega, non chi te lo fa avere forzando le cose e prendendo la garanzia a destra e sinistra.

Lo so, suona strano ma devi organizzare il tuo piano di sopravvivenza.

Manda a casa i consulenti che ti danno sempre ragione, il tuo commercialista che vuole fare anche finanza e maledice la tua banca che anche con la garanzia non ti finanzia e riparti con un nuovo approccio e nuova mentalita’ capendo :

  • quale e’ per te la giusta richiesta di credito
  • come la banca ragiona dietro le quinte
  • come ridurre i tempi di risposta e ottenere il necessario in modo pulito e trasparente

Bilancio Utile. Credito fatto con la garanzia 2.Se vuoi apprendere il modo di ragionare corretto in termini di finanziamenti d’azienda, al fine di garantire alla tua impresa azioni che non mettano l’impresa in condizione di far la fine dei dinosauri, sai cosa fare.

Investi concretamente nel rapporto banca impresa…

Le banche vanno capite…non demonizzate…..Parola di lupetto!!!

Buon futuro!!!

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